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Dall'album
Llegando los monos
Sumo · 1986 · Track 6
Dati
Duración4:14
ÁlbumLlegando los monos
Año1986
La storia dietro
Il riff iniziale di Cinco magníficos non suona come il resto dell’album. È breve, orecchiabile e si ripete con una cadenza che sembra più di una prova in strada che di una sessione in studio. La batteria avanza con un colpo secco che non lascia spazio per respirare, come se il brano stesse per sfuggire di mano. Luca Prodan lo registrò con la band in una sola take, senza ritocchi, e quel gesto gli conferì un’aria di improvvisazione che contrasta con il resto di Llegando los monos, dove gli arrangiamenti suonano più levigati. Il testo, dal canto suo, gioca con immagini quotidiane —un bar, una partita di calcio, una rissa— ma sempre da un punto di vista ambiguo, come se il narratore stesse raccontando qualcosa senza voler svelare del tutto di cosa si tratta.
Il brano nacque a Hurlingham, durante le prime prove degli Sumo, quando la band era ancora alla ricerca del proprio sound tra post-punk e rock argentino più grezzo. Lo registrarono nel maggio del 1986 negli studi della Obras, con Mario Breuer ai comandi e Walter Fresco a guidare la produzione dal mixer. Durava esattamente 4 minuti e 13 secondi, tempo sufficiente perché il basso di Ricota e la chitarra di Prodan si intrecciassero in quel riff che, anni dopo, sarebbe ancora suonato fresco. L’album venne pubblicato nello stesso anno sotto l’etichetta Sony Music, e sebbene Los viejos vinagres si fosse aggiudicato i riconoscimenti commerciali, Cinco magníficos rimase uno di quei brani che i fan citano spesso quando parlano di ciò che rende unica la band.