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La storia dietro
Casas marcadas, secondo DoReSol
Casas marcadas chiude Kamikaze con una conclusione indimenticabile: il brano svanisce tra interferenze radiofoniche e ronzii elettronici, come se il disco si rifiutasse di terminare. Non è una chiusura convenzionale, ma un *collage* sonoro che rompe l’atmosfera dell’album. Il contrasto è netto: mentre il resto di Kamikaze esplora texture acustiche e bucoliche, questo brano —il più lungo del disco— affoga nel rumore, quasi Spinetta volesse dimostrare che la musica non sempre si adatta ai limiti che le imponiamo.Il brano fu registrato nel 1982 insieme al resto dell’album, con Luis Alberto Spinetta alla voce e Diego Rapoport alle tastiere.
Non è solo la durata a renderlo speciale (5:52), ma la cruda malinconia dei testi, in cui le "casas marcadas" sembrano alludere a qualcosa di più delle semplici pareti fisiche. Il titolo riapparve l’anno successivo in Bajo Belgrano, questa volta interpretato da Spinetta Jade, ma in Kamikaze acquista un peso diverso, rafforzato da quella conclusione sperimentale che sfida le aspettative. La rivista Rolling Stone lo ha posizionato al 24º posto tra i 100 migliori album del rock argentino, ma ciò che conta davvero è come quella chiusura caotica completi un’opera che non si accontenta del banale.
Dall'album
Kamikaze
Luis Alberto Spinetta · 1982 · Track 11
Dati
Crediti
Testo Luis Alberto Spinetta
Musica Luis Alberto Spinetta