Inizio · Canzoni · Nat King Cole · Blue Gardenia
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La storia dietro
Blue Gardenia, secondo DoReSol
Blue Gardenia suona come una passeggiata notturna in un giardino che esiste solo nell’immaginario del jazz degli anni ’60. La versione di Nat "King" Cole non è solo una canzone: è un sussurro che si intreccia nel sax e si dissolve nei cori, con un arrangiamento che sembra respirare al ritmo di un valzer lento. Nelson Riddle — l’arrangiatore — ha donato alla melodia quell’aria di eleganza contenuta, come se ogni nota fosse calcolata per durare un secondo in più del necessario, proprio prima di cadere nel silenzio.
Cole registrò Blue Gardenia in un’epoca in cui la sua voce era già sinonimo di sofisticazione, ma questo brano in particolare ha qualcosa di diverso. Non è il classico tema d’amore né lo standard di moda: è una canzone che sa di inchiostro fresco su un giornale dell’alba, di luci al neon riflesse sull’asfalto bagnato. La storia dietro la sua creazione non è epica, ma è curiosa: Cole la incluse in un album che non aveva l’obiettivo di essere un disco di successo, bensì un ritratto sonoro della sua California natale, dove era approdato anni prima dopo aver lasciato Chicago. La durata esatta — tre minuti e un secondo — è quasi un occhiolino: abbastanza per catturare l’ascoltatore, ma non tanto da stancarlo.
Dall'album
The Nat King Cole Story
Nat King Cole · 1961 · Track 17
Dati