La storia dietro
Big in Japan, secondo DoReSol
La prima volta che Alphaville irruppe sulla scena fu con Big in Japan, un brano nato nel 1983 che, senza cercarlo esplicitamente, divenne un passaporto verso la celebrità. La melodia, concepita nel loro studio casalingo dai tre membri della band, Bernhard Lloyd, Frank Mertens e Marian Gold, prese forma grazie all’aiuto di un Roland System-100M per la linea di basso. Un dettaglio interessante è che il ritmo accelerò a metà della canzone, ispirandosi a The Safety Dance, il che le conferisce una spinta distintiva. I testi, in gran parte scritti da Marian Gold, si ispirarono alla cruda realtà della scena della droga a Berlino Ovest alla fine degli anni ’70, vicino alla stazione Zoo. La frase “big in Japan” divenne un simbolo di successo in un mondo alternativo, una fantasia di essere liberi dalle dipendenze, anche se Gold chiarì che non aveva nulla a che fare con il paese asiatico in sé, ma piuttosto con l’idea di essere riconosciuti in un luogo lontano. L’ispirazione per quella frase derivò dal nome di una band, suggerendo che in Giappone esisteva un mercato musicale considerevole per chi cercava fama.
L’impatto di Big in Japan fu immediato e globale. Raggiunse la prima posizione nelle classifiche di Germania, Svezia e Svizzera, e fu il loro unico singolo a entrare nella Top 75 del Regno Unito, posizionandosi all’ottavo posto. Nel dicembre 1984, guidò anche la classifica di Hot Dance Club Play negli Stati Uniti. Questo successo arrivò prima che l’album Forever Young, pubblicato nel 1984, fosse completamente registrato, sorprendendo la band e la loro casa discografica. Il brano, insieme al suo lato B Seeds, furono due delle tre tracce registrate nel 1983 per il singolo. Il resto dell’album fu completato tra luglio e agosto 1984. Curiosamente, Big in Japan spodestò Relax dei Frankie Goes to Hollywood dalla prima posizione in Germania, il cui cantante, Holly Johnson, era stato membro della band Big in Japan — una coincidenza che Gold ritenne notevole. Nel 1992, il brano fu ripubblicato con nuovi remix, in concomitanza con l’uscita della compilation First Harvest 1984–92, e tornò a riscuotere successo in Finlandia e Svezia. Più tardi, nel 2000, la band Guano Apes registrò la propria versione, pubblicandola come singolo principale del loro album Don't Give Me Names.
Dall'album
Forever Young
Alphaville · 1984 · Track 3
Dati
Crediti
Musica Bernhard Lloyd, Marian Gold, Frank Mertens