La storia dietro
Beware of Darkness, secondo DoReSol
Quando ti immergi in *Beware of Darkness*, noti che non è solo una canzone, ma un avvertimento avvolto in una melodia. Il testo ci dice di non lasciare che le apparenze ci distolgano da ciò che conta veramente nella vita. È come se George Harrison ci stesse guidando, ricordandoci di prestare attenzione alle illusioni che possono offuscare il nostro cammino. Questa idea risuona con la filosofia del Radha Krishna Temple, qualcosa che stava esplorando da quando si era associato a loro. Infatti, alcuni critici la considerano uno dei punti più alti del suo album All Things Must Pass.
Questo brano fu registrato nel maggio 1970, e George Harrison lo presentò al suo co-produttore, Phil Spector, come "l'ultima che ho scritto, l'altro giorno". Il contesto della sua creazione è segnato dal suo legame con il Radha Krishna Temple, con cui lavorava dalla fine del 1968, arrivando a produrre il loro singolo Hare Krishna Mantra e aiutandoli a stabilire una sede a Londra. Nel 1970, invitò alcuni membri del movimento nella sua tenuta di Friar Park per aiutarla a restaurarla e darle un'aria più spirituale. Fu in quell'ambiente, come racconta nella sua autobiografia del 1980, che scrisse *Beware of Darkness*. C'è chi suggerisce che le difficoltà che affrontò dopo lo scioglimento dei The Beatles e i suoi affari con Allen Klein abbiano influenzato anche la composizione, dando una sfumatura personale all'avvertimento sulle distrazioni. La canzone, della durata di 3 minuti e 51 secondi, divenne la traccia d'apertura del secondo disco di All Things Must Pass, pubblicato nel novembre 1970.
Dall'album
All Things Must Pass
George Harrison · 1970 · Track 10
Dati
Crediti
Testo George Harrison
Musica George Harrison