La storia dietro
Awaiting on You All, secondo DoReSol
Quando George Harrison compose Awaiting on You All, l'idea gli venne in modo piuttosto naturale, quasi come se la canzone si scrivesse da sola. Lui stesso la descrisse come qualcosa che "gli venne facile", e nella sua autobiografia menziona che l'ispirazione arrivò mentre meditava e recitava mantra. Questo brano, incluso nel suo imponente album triplo All Things Must Pass del 1970, si distingue per la sua forte connessione con la musica gospel, un genere che Harrison esplorò più a fondo dopo aver prodotto lavori per artisti come Billy Preston e Doris Troy, che erano sotto l'etichetta Apple Records. La produzione di Phil Spector è palpabile nella registrazione, con quel distintivo suono "Wall of Sound" che gli conferisce una dimensione speciale.
Il testo di Awaiting on You All invita a una connessione personale e diretta con il divino, al di là delle strutture di una religione organizzata. Harrison, influenzato dal suo avvicinamento alla filosofia Vedānta e alla sua partecipazione al tempio Hare Krishna, propone la ripetizione del nome di Dio come un percorso verso la purificazione e la liberazione dai legami del mondo materiale. Pur riconoscendo la validità di tutte le credenze, il brano contiene anche una critica al Papa e a quello che lui percepiva come materialismo all'interno della Chiesa cattolica, una parte che le case discografiche EMI e Capitol Records scelsero di omettere nei testi stampati dell'album. Si percepisce persino una distanza dalla campagna per la pace mondiale di John Lennon e Yoko Ono nel 1969, segnando una differenza di prospettiva con il suo ex compagno di band. La canzone, che dura 2:50, inizia con un riff di chitarra discendente che si ripete dopo ogni ritornello, e si dice che la sua produzione, paragonata a River Deep – Mountain High di Ike & Tina Turner, sia stata un punto chiave per l'album.
Dall'album
All Things Must Pass
George Harrison · 1970 · Track 13
Dati
Crediti
Testo George Harrison
Musica George Harrison