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Dall'album
Van Halen
Van Halen · 1978 · Track 7
Dati
La storia dietro
Il primo album dei Van Halen suona come se fosse vivo, ma non è un errore di registrazione: è un trucco di Ted Templeman, il loro produttore, che aggiunse echi ed effetti affinché ogni nota della chitarra di Eddie Van Halen e della batteria di Alex Van Halen risuonasse come in un palco affollato. Tra questi brani, Atomic Punk spicca per il suo ritmo frenetico e quel solo che Eddie eseguiva di spalle al pubblico, come se il suono stesso fosse più importante dell’immagine. Il brano non supera i tre minuti, ma in quel breve tempo riesce a fare qualcosa di raro: trasformare un riff di chitarra in una sorta di esplosione controllata, come se il manico stesse bruciando sotto le sue dita.
Registrato negli Stati Uniti nel 1978, Atomic Punk vide la luce in un periodo in cui la band non sapeva ancora di essere destinata a cambiare per sempre il rock. Donn Landee, l’ingegnere del suono, fu colui che catturò quel suono grezzo ma levigato, utilizzando tecniche all’epoca innovative, come il *tapping* nei soli. L’intero album vendette oltre undici milioni di copie in tutto il mondo, anche se nel suo paese non andò oltre la posizione numero 19 nelle classifiche. Oggi, con oltre novanta milioni di dischi venduti in totale, Van Halen rimane ricordata per canzoni come questa, dove l’energia non viene filtrata: viene scatenata.