La storia dietro
A Rush of Blood to the Head, secondo DoReSol
La canzone che dà il titolo all'album A Rush of Blood to the Head esplora l'idea di vendetta e la perdita di controllo emotivo. Il protagonista lamenta azioni impulsive, attribuendole a uno sfogo momentaneo, ma in realtà si sente perso e disconnesso dai propri sentimenti. La band, in questo brano, affronta nuovamente l'intelligenza emotiva e la consapevolezza delle nostre emozioni, mostrando come il comportamento impulsivo possa portare a rimpianti.
Registrata con Ken Nelson, Rik Simpson come ingegneri, e la band stessa insieme a Danton Supple e Mark Phythian al missaggio, questa canzone fa parte del secondo disco in studio dei Coldplay, pubblicato nell'agosto 2002. Questo album, prodotto dalla band e da Ken Nelson, ha segnato un maggiore utilizzo della chitarra elettrica e del pianoforte rispetto al loro lavoro precedente, Parachutes (2000). Dopo il successo globale di Parachutes e del suo singolo "Yellow", A Rush of Blood to the Head ha raggiunto il primo posto in 12 paesi, vendendo oltre 2 milioni di copie nella sua prima settimana a livello mondiale. La versione originale di questa canzone è stata suonata dal vivo dal 2001 al 2007, e un'unica esibizione successiva a quella data è avvenuta al Foro Sol di Città del Messico il 16 aprile 2016.
Dall'album
A Rush of Blood to the Head
Coldplay · 2002 · Track 10
Dati
Crediti
Musica Will Champion, Chris Martin, Guy Berryman, Jon Buckland