La storia dietro
25 Minutes to Go, secondo DoReSol
La canzone *25 Minutes to Go* ci immerge in una situazione limite, narrata dalla prospettiva di qualcuno che attende la propria esecuzione per impiccagione. Ogni strofa è strutturata in due versi: il primo, che può variare dal comico all'emotivo, e il secondo, che segna un conto alla rovescia minuto per minuto. È un esempio di umorismo nero, in cui il protagonista sembra comporre e cantare mentre gli eventi si sviluppano verso un esito fatale.
Originariamente, questo brano appartiene a Shel Silverstein ed è apparso nel suo album del 1962, Inside Folk Songs. Johnny Cash registrò una versione successiva, notevolmente diversa per aver omesso alcune righe dal testo originale. La registrazione di Cash che molti conoscono, e che ci porta a questo momento, è quella inclusa nell'album dal vivo At Folsom Prison. Questo disco fu registrato il 13 gennaio 1968 presso la Folsom State Prison in California. L'idea di Cash di registrare in una prigione risaliva a tempo prima, dalla sua canzone del 1955, Folsom Prison Blues. Fu solo nel 1967 che questa possibilità si concretizzò, in parte grazie a cambiamenti nella produzione della Columbia Records, che portarono Bob Johnston a occuparsi del materiale di Cash. In quel momento, Cash, avendo superato problemi di dipendenza, cercava di rivitalizzare la sua carriera. Accompagnato da June Carter, Carl Perkins e la sua band, i Tennessee Three, offrì due concerti nella prigione. Nonostante una promozione iniziale limitata da parte della Columbia, At Folsom Prison raggiunse il primo posto nelle classifiche di musica country. La produzione di questa registrazione fu curata da Frank Jones e Don Law.
Dall'album
At Folsom Prison
Johnny Cash · 1968 · Track 5
Dati
Crediti
Testo Shel Silverstein
Musica Shel Silverstein