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The Number of the Beast

di Iron Maiden · Album The Number of the Beast

22, Acacia Avenue

Durata 6:36

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Dall'album

The Number of the Beast

The Number of the Beast

Iron Maiden · 1982 · Track 4

Dati

Duración6:36
ÁlbumThe Number of the Beast
Año1982
ISRCGBCHB1800023

La storia dietro

22, Acacia Avenue parte con un colpo secco: la batteria di Clive Burr imposta un ritmo che si conficca nel petto, mentre il basso di Steve Harris disegna una linea melodica che sembra trascinarti in un vicolo oscuro. Non è un brano qualsiasi: la canzone racconta la storia di una ragazza che vive a quell’indirizzo, un luogo che nell’immaginario dell’heavy metal britannico è diventato simbolo di mistero e pericolo. Harris, che aveva già dimostrato la sua abilità nel costruire atmosfere con linee di basso incollaticce, qui porta il peso della narrazione, usando un tempo che oscilla tra l’urgenza e la calma calcolata. Il solo di Dave Murray entra come un sussurro prima di esplodere in note che tagliano l’aria, e la voce di Bruce Dickinson —al suo primo album con la band— si leva con un tono che oscilla tra l’avvertimento e la fascinazione.Ciò che rende speciale questo brano non è solo la sua struttura, ma il modo in cui è stato registrato. L’ingegnere Martin Birch —che aveva già lavorato con la band nei loro album precedenti— è riuscito a catturare un suono grezzo ma levigato, in cui ogni strumento ha il suo spazio senza perdere coesione. L’album, The Number of the Beast, uscì nel marzo 1982 sotto le etichette Harvest e Capitol Records negli Stati Uniti, e una settimana dopo per EMI nel Regno Unito. A quel punto, Iron Maiden aveva già chiarito che la loro musica non aveva bisogno di concessioni: il disco raggiunse la prima posizione nelle classifiche britanniche e entrò nella top 40 della Billboard 200, un traguardo mai raggiunto prima da loro. 22, Acacia Avenue non fu un semplice brano: il suo testo, carico di immagini oscure, suscitò polemiche negli Stati Uniti, ma consolidò anche la band come una forza che non si lasciava domare.