Dati, premi, membri e altro
Altro su Nas
Biografia
Il suo album di debutto, Illmatic (1994), rimane un faro per chi cerca di capire il rap degli anni ’90. Registrato con attrezzatura prestata in soli tre giorni, l’album cattura l’essenza cruda di Queensbridge, il suo quartiere natale. Decenni dopo, la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti lo ha incluso nel suo registro nazionale per il suo impatto culturale. Ma non tutto è stato successo immediato: i suoi lavori successivi, I Am e Nastradamus (1999), hanno ricevuto critiche per essersi allontanati da quel suono iniziale, come se il mercato gli avesse chiesto di ammorbidire i suoi spigoli.
Nel 2006, dopo aver firmato con la Def Jam, Nas si è spostato verso un territorio più politico con Hip Hop Is Dead. Il titolo non era casuale: parlava di un genere che, secondo lui, aveva perso la retta via. Due anni dopo, il suo album senza nome —semplice Untitled— ha approfondito quell’idea, usando il silenzio tra le parole come un altro elemento della composizione. Poi è arrivato Distant Relatives (2010), un progetto con Damian Marley in cui le radici del reggae si mescolavano con il flow di Nas, e i proventi erano destinati a cause in Africa. Un gesto che, al di là delle vendite, ha fatto capire che la sua musica poteva essere anche un ponte tra i continenti.
Il riconoscimento è arrivato nel 2020, quando King’s Disease gli ha valso il suo primo Grammy come Miglior Album Rap. Ma la parte più interessante non è stata il premio, bensì ciò che è venuto dopo: una serie di album —King’s Disease II, Magic, King’s Disease III— tutti prodotti da Hit-Boy, in cui ha dimostrato che, a 40 anni, sapeva ancora trovare nuove forme di sorprendere senza tradire la sua essenza. E nel 2025 ha chiuso il ciclo con un album in collaborazione con DJ Premier, dimostrando che il tempo non gli aveva tolto neanche un grammo di quell’istinto che lo ha reso grande.
Dati
- Nascita
- 14 set 1973
- Paese
- 🇺🇸 Stati Uniti
- Genere
- Hip hop
Premi e riconoscimenti
-
Grammy