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🇺🇸 Stati Uniti · 1989–presente

Nas

Il suono di Nas si regge su un ritmo che sembra scolpito nella pietra: frasi taglienti, rime che scorrono come fiumi d’inchiostro nero sul beat, e quel modo di raccontare storie in cui ogni parola pesa più di un colpo di grancassa. Non è rap di ornamenti, ma di essenza pura, dove il flow si intreccia con i dettagli urbani e la crudezza delle strade di New York. La sua voce —ruvida, quasi sussurrata nei versi più intimi— diventa un altro strumento, come se ogni sillaba fosse un tratto in un murale di graffiti che non finisce mai di completarsi.

Ma la sua carriera non è sempre stata un letto di rose. All’inizio degli anni 2000, una lite pubblica con Jay-Z lo ha portato al centro di una tempesta mediatica. Il brano "Ether" è stata la sua risposta, un colpo diretto che ha scosso le fondamenta dell’hip hop newyorkese. Tuttavia, invece di fermarsi alla polemica, ha usato quel momento per reinventarsi: con Stillmatic (2001) e God’s Son (2002) ha dimostrato di poter navigare tra il fuoco incrociato e l’introspezione, riguadagnando il rispetto che molti credevano perduto.

3,4M Ascoltatori/mese

Dati, premi, membri e altro

Altro su Nas

Biografia

Il suo album di debutto, Illmatic (1994), rimane un faro per chi cerca di capire il rap degli anni ’90. Registrato con attrezzatura prestata in soli tre giorni, l’album cattura l’essenza cruda di Queensbridge, il suo quartiere natale. Decenni dopo, la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti lo ha incluso nel suo registro nazionale per il suo impatto culturale. Ma non tutto è stato successo immediato: i suoi lavori successivi, I Am e Nastradamus (1999), hanno ricevuto critiche per essersi allontanati da quel suono iniziale, come se il mercato gli avesse chiesto di ammorbidire i suoi spigoli.

Nel 2006, dopo aver firmato con la Def Jam, Nas si è spostato verso un territorio più politico con Hip Hop Is Dead. Il titolo non era casuale: parlava di un genere che, secondo lui, aveva perso la retta via. Due anni dopo, il suo album senza nome —semplice Untitled— ha approfondito quell’idea, usando il silenzio tra le parole come un altro elemento della composizione. Poi è arrivato Distant Relatives (2010), un progetto con Damian Marley in cui le radici del reggae si mescolavano con il flow di Nas, e i proventi erano destinati a cause in Africa. Un gesto che, al di là delle vendite, ha fatto capire che la sua musica poteva essere anche un ponte tra i continenti.

Il riconoscimento è arrivato nel 2020, quando King’s Disease gli ha valso il suo primo Grammy come Miglior Album Rap. Ma la parte più interessante non è stata il premio, bensì ciò che è venuto dopo: una serie di album —King’s Disease II, Magic, King’s Disease III— tutti prodotti da Hit-Boy, in cui ha dimostrato che, a 40 anni, sapeva ancora trovare nuove forme di sorprendere senza tradire la sua essenza. E nel 2025 ha chiuso il ciclo con un album in collaborazione con DJ Premier, dimostrando che il tempo non gli aveva tolto neanche un grammo di quell’istinto che lo ha reso grande.

Dati

Nascita
14 set 1973
Paese
🇺🇸 Stati Uniti
Genere
Hip hop

Premi e riconoscimenti

  • Grammy

Etichette discografiche

The Orchard