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Bogotá, Colombia · 2015 — presente

Morat

Il suono di Morat nasce da quattro voci che si intrecciano come i rami dello stesso albero, con un folk vestito di pop e ballate che respirano tra chitarre acustiche e arrangiamenti caldi. Non suonano come un gruppo arrivato per imitare, ma come uno che ha trovato il suo posto nel caos delle influenze: Joaquín Sabina, Eric Clapton, i Bacilos o i Red Hot Chili Peppers hanno lasciato tracce nel loro modo di comporre, ma ciò che li caratterizza è quell’equilibrio tra l’intimo e l’universale, dove i testi parlano di amori che fanno male e di momenti che se ne vanno. Fin dall’inizio, le loro canzoni sembrano confessioni registrate in una fattoria sperduta vicino a Bogotá, dove le prove odoravano di caffè e di inchiostro fresco.

La svolta arrivò nel 2015, quando "Mi nuevo vicio" —quel brano che sembra un sospiro con la chitarra— li fece uscire dall’anonimato infiltrandosi nelle radio di Messico e Spagna. Il dettaglio curioso è che non fu una pubblicazione solista: la voce di Paulina Rubio gli diede quella scintilla inaspettata che li portò a vendere più di quanto immaginassero. Ma prima di quel colpo di fortuna, ci furono rifiuti che oggi sembrano aneddoti. Al loro primo incontro con il rappresentante Malaver, dissero loro che la loro musica non aveva spazio in radio; tuttavia, quando li ascoltò suonare dal vivo al La Tea —quel bar dove i primi ad applaudire erano le guardie di sicurezza—, lo stesso uomo che li aveva scartati cambiò idea. A volte, il destino si scrive nei luoghi più piccoli.

1 Album
14 Canzoni
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1 album · 2025

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Biografia

Ciò che definisce Morat non è solo il successo di un brano, ma il modo in cui hanno costruito la loro identità. Le loro origini sono legate al Gimnasio La Montaña, quella scuola dove quattro ragazzi che si conoscevano dai cinque anni scoprirono che la musica poteva essere più di un passatempo. Lì, tra prove improvvisate e pomeriggi al caffè, nacque "La Morat", la fattoria che diede loro il nome: un terreno alla periferia di Bogotá dove Antonio —parente dell’ex membro Alejandro Posada— gli prestò lo spazio per provare le loro prime canzoni. Prima di diventare Morat, erano "Malta", ma il destino li portò a cambiare nome quando una band brasiliana aveva già registrato il loro. Oggi, quel cognome ereditato da un antenato musicista suona come un destino compiuto.

Tra il 2014 e il 2017, la band passò dal suonare per il personale della sicurezza del La Tea a guidare le classifiche in Spagna e Messico. "Cuánto me duele" —prodotto da Mauricio Rengifo (Dandee)— e "Cómo te atreves" confermarono che la loro formula non era casuale: melodie che si imprimono e testi che fanno male senza esagerare. Non cercavano di suonare come nessun altro, e alla fine, è stato questo a farli suonare come loro stessi.

Dati

Nascita
1 gen 2015
Paese
🇨🇴 Colombia
Genere
latin pop

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