La storia dietro
La Policía, secondo DoReSol
La Polizia suona come quel momento in cui la chitarra elettrica e la batteria si incontrano in un ritmo che non chiede permesso. Non è un brano che si trascina: parte con un colpo secco e mantiene un tempo che oscilla tra il giocoso e l’urgente, come se il basso e la voce stessero raccontando una storia in tempo reale. La melodia ha quella cadenza che rimane impressa senza essere invadente, e il ritornello — quel “oh-oh-oh” che tutti finiscono per fischiettare — funziona perché non impone l’emozione, ma la lascia fluire.
Ya es mañana, l’album che la contiene, è nato da un tour che era già un traguardo per Morat. Registrato nel 2025, il disco è il quinto album in studio della band colombiana e segna una svolta: dopo anni di esplorazione di suoni più intimi, qui sono tornati alle chitarre con entusiasmo, come se volessero ricordare a tutti — e a loro stessi — da dove venivano. Il processo ha incluso una performance al Movistar Arena prima dell’uscita, un dettaglio che non era solo promozionale, ma parte della celebrazione: l’album è, nelle loro parole, “figlio delle chitarre”, un omaggio alla strumentazione dal vivo e a quel suono che li definisce. Con La Policía in particolare, il risultato è una canzone che non sembra una prova, ma qualcosa che era già vivo prima di essere registrata.
Dall'album
Ya es mañana
Morat · 2025 · Track 10
Dati