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Discografia completa
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Biografia
Prima di allora, tuttavia, ci furono anni di ricerche e errori. A sedici anni, dopo che suo padre morì in un incidente e sua madre lo cacciò da scuola per problemi di disciplina, si guadagnò da vivere come calzolaio di lusso e poi come lucidatore di mobili. Ma la notte, quando finiva la sua giornata, si intrufolava nei club di La Lagartera o in Maracaibo per cantare in cambio di qualche moneta. Fu lì che conobbe Hugo Reyes, che divenne il suo amico più stretto, e Rosalino Quintero, l’arrangiatore che avrebbe poi suonato la chitarra e il requinto in molte delle sue registrazioni. Fu anche in quegli anni che registrò i suoi primi duetti, come Pobre mi madre querida —un yaraví con ritmo di habanera— insieme a Fresia Saavedra, e cominciò a frequentare compositori come Carlos Rubira Infante, che gli insegnò a migliorare l’intonazione della sua voce. Non c’era un piano maestro: solo la tenacia di qualcuno che sapeva che, prima o poi, il mondo lo avrebbe ascoltato.
Nel 1955, a soli vent’anni e già padre di due figli, fece la sua prima tournée nell’interno dell’Ecuador e arrivò fino a Cali, in Colombia. Non era un viaggio di lusso: dormiva in pensioni economiche e cantava dove gli permettevano, ma fu il primo passo verso qualcosa di più grande. A quel punto, la sua voce non era più quella di un ragazzo che si intrufolava nei bar: era quella di un artista che iniziava a lasciare il segno. Nelle emittenti América e El Triunfo, le radio lo cercavano per riempire i loro programmi. E sebbene la sua vita personale fosse un turbine —con amori, figli riconosciuti e non, e una famiglia che cresceva senza ordine—, sul palco tutto sembrava incastrarsi. Registrò Fatalidad nel 1956 e, all’improvviso, passò dall’essere un nome qualsiasi alla radio a diventare un fenomeno che attraversava i confini. Non importava se il pubblico era del Venezuela, del Messico o della Colombia: quando Jaramillo iniziava a cantare, tutti facevano silenzio.
Dati
- Nascita
- 1 ott 1935
- Paese
- 🇪🇨 Ecuador
- Genere
- bolero
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