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🇲🇽 Messico · 1944–presente

Los Panchos

Los Panchos hanno inventato un modo di cantare i boleri che ancora oggi suona fresco: tre voci limpide, chitarre che si intrecciano come un tessuto e un requinto che disegna melodie sul ritmo. Non erano solo un trio, ma un’invenzione: Alfredo Gil, El Güero Gil, fondò il gruppo a New York nel 1944 con Chucho Navarro e Hernando Avilés, e fin dal primo giorno era chiaro che il loro suono non somigliava a nulla di ciò che si ascoltava nella America Ispanica. Gil suonava il requinto —uno strumento che lui stesso aveva adattato—, Navarro e Avilés si occupavano delle chitarre ritmiche e delle voci, e insieme crearono un’armonia in cui ogni nota sembra respirare allo stesso tempo. Il loro primo disco, Mexicantos, registrato nello stesso anno per la casa discografica Coda, includeva già il bolero “Hasta mañana”, un brano che aprì loro le porte di un genere che avrebbero finito per dominare.

Nel 1945, il trio fece un passo inaspettato: registrarono tre canzoni con l’Orchestra Viva América di Alfredo Antonini e l’armonicista John Serry Sr. per l’album Music of the Americas, un progetto che li portò a essere trasmessi in venti paesi attraverso il programma Viva América della CBS. Non cercavano solo fama; volevano che la loro musica varcasse i confini, e ci riuscirono. Ma fu con la Columbia Records che il loro stile si consolidò: tra il 1946 e il 1948, brani come “Sin ti”, “Rayito de luna” e “Un siglo de ausencia” divennero successi di massa, vendendo milioni di copie su dischi a 78 giri e LP. La comunità latina a New York, soprattutto portoricani e dominicani, li adottò come propri, e la loro musica divenne sinonimo di bolero in tutta l’America Latina.

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Dati, premi, membri e altro

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Biografia

L’anno 1949 segnò un’altra svolta: il trio si trasferì in Messico, allora la capitale indiscussa della musica in lingua spagnola. La stazione radio XEW gli aprì le porte con un programma sponsorizzato da Nestlé, e in locali come El Patio si esibivano per folle che intonavano ogni strofa. Ma fu nel 1951 che affrontarono la loro prima grande crisi: dopo una discussione con Gil, Avilés lasciò il gruppo. Fu sostituito da Raúl Shaw Moreno, un boliviano dalla voce potente, ma il suo stile non convinse il pubblico e se ne andò poco dopo. Il posto di prima voce rimase vacante, e nel tempo fu occupato da figure come Johnny Albino, Julio Rodríguez ed Enrique Cáceres, ciascuno apportando sfumature diverse al suono del trio.

Nel 1964, la CBS propose loro un esperimento: registrare con una voce femminile. La scelta cadde su Eydie Gormé, una cantante statunitense che iniziava a cantare in spagnolo. Il risultato fu Great Love Songs In Spanish —poi intitolato Amor—, un disco che vendette milioni di copie e li portò a registrare altri due album con lei: Cuatro Vidas e Blanca Navidad. Il dettaglio curioso è che, impossibilitata a provare con Gormé, Gil usò la voce di sua moglie come base per gli arrangiamenti, dimostrando che la sua ossessione per il dettaglio faceva parte della sua formula. Più tardi, nel 1970, il trio portò il suo suono in un’altra direzione: registrarono con la voce di Javier Solís in Dos Ídolos Cantando Juntos, un album pionieristico in cui mescolarono le loro chitarre con mariachis e la voce del cantante messicano già scomparso, usando tecniche di studio per “ricostruire” la loro collaborazione. Così, Los Panchos non si limitarono a cantare boleri; li reinventarono più e più volte.

Dati

Nacimiento
1 ene 1944
País
🇲🇽 Messico
Género
bolero

Etichette discografiche

*Columbia Records *Seeco