Inizio · Artisti · Agustín Lara

Agustín Lara

Agustín Lara è una figura che, addentrandoci nella sua musica, ci rivela un mondo sonoro molto particolare. Il suo stile è fortemente associato al bolero, un genere che seppe plasmare con una sensibilità unica. Oltre ad essere un interprete, la sua abilità di compositore gli permise di creare melodie che risuonavano profondamente, guadagnandosi soprannomi come "El músico poeta" (Il poeta musicista) e "El flaco de oro" (Il magro d'oro), che riflettono l'ammirazione per il suo talento. La sua opera trascese i confini, essendo molto apprezzata in gran parte dell'America e in Spagna.

La storia delle sue origini ha alcuni strati di mistero, con diverse versioni sulla sua data e luogo di nascita. Egli stesso menzionava Tlacotalpan, Veracruz, nel 1900 come suo punto di partenza, e quella data è quella che oggi si legge sulla sua tomba. Tuttavia, ricerche successive suggeriscono che sia nato a Città del Messico nel 1897, in una zona che oggi è il Centro Storico. Ciò che sembra chiaro è che, ancora molto giovane, la sua famiglia si trasferì a Tlacotalpan, dove trascorse parte della sua infanzia. Suo padre, Joaquín Mario Lara, era originario di Tlatlauquitepec, Puebla, e sua madre, María Aguirre, di Tlalnepantla de Baz, Stato del Messico. La famiglia si stabilì a Città del Messico nel 1906. Dopo l'abbandono del padre, Agustín visse con una zia, dove ebbe il suo primo contatto con la musica attraverso l'armonium e dimostrò una grande abilità con il pianoforte fin dai sette anni. Dovette lasciare i suoi studi al Liceo Fournier per aiutare economicamente in casa, lavorando fin dai dodici anni come pianista in locali notturni, spesso con il pretesto di svolgere turni telegrafici.

Dati, premi, membri e altro

Altro su Agustín Lara

Biografia

Il suo cammino lo portò ad unirsi al movimento rivoluzionario nel 1917, dove raggiunse il grado di secondo capitano e subì ferite alle gambe. Durante gli anni '20, la sua attività di pianista in bar, caffè e cinema muti gli permise di comporre i suoi primi brani, come "Marucha", dedicata a un amore giovanile. Nel 1927, un incidente in un cabaret gli lasciò una cicatrice sul viso. Fu nel 1929 che si trasferì temporaneamente a Puebla, e lì iniziò a collaborare con il tenore Juan Arvizu, che promosse le sue composizioni. La sua prima opera registrata fu "La prisionera" nel 1926. L'anno 1930 segnò un punto di svolta con l'inizio del suo programma radiofonico "La hora íntima de Agustín Lara", che lo catapultò alla fama. Parallelamente, compose musica per film, come "Santa" nel 1931, basata sul romanzo di Federico Gamboa. Più tardi, alla stazione radiofonica XEW, partecipò a "La Hora Azul" insieme ad artisti come Toña la Negra e Pedro Vargas, dirigendo anche l'Orquesta El Son Marabú. I suoi tour in Sud America e composizioni come "Solamente una vez" e "Veracruz" consolidarono il suo riconoscimento. Nel 1945, sposò l'attrice María Félix, per la quale scrisse brani come "María bonita" e "Aquel amor". La sua casa a Las Lomas divenne un punto d'incontro per artisti e scrittori. La sua carriera cinematografica incluse partecipazioni in film come "Novillero" (1936) e "Coqueta perdida" (1949). Purtroppo, a partire dal 1968, la sua salute iniziò a deteriorarsi rapidamente, e morì nel 1970 dopo un ictus, venendo sepolto nella Rotonda delle Persone Illustri del Panteón de Dolores.