Inizio · Album · Electric Light Orchestra · Out of the Blue

Out of the Blue 1977
Album · di Electric Light Orchestra ↗ Vai all'artista

Out of the Blue

Quando Jeff Lynne fu colpito da un'ondata di ispirazione, si ritirò in uno chalet affittato nelle Alpi svizzere. In sole tre settimane e mezza, diede forma a un intero album, che sarebbe stato poi registrato nei Musicland Studios di Monaco durante maggio e agosto del 1977. Il risultato fu Out of the Blue, un doppio album che sarebbe diventato uno dei lavori di maggior successo della Electric Light Orchestra, raggiungendo vendite di circa 10 milioni di copie a livello mondiale entro il 2007. Quest'opera si distinse per essere una delle prime a utilizzare ampiamente il vocoder, contribuendo a popolarizzare questo effetto sonoro.

Anno
1977
Canzoni
17
Durata
70 min 12 seg

17 canzoni

Lista delle canzoni

# Titolo Disponibile
01

Turn to Stone

in arrivo

3:42
02

It’s Over

in arrivo

4:08
03

Sweet Talkin’ Woman

in arrivo

3:48
04

Across the Border

in arrivo

3:52
05

Night in the City

in arrivo

4:02
06

Starlight

in arrivo

4:30
07

Jungle

in arrivo

3:51
08

Believe Me Now

in arrivo

1:21
09

Steppin’ Out

in arrivo

4:38
10

Standin’ in the Rain

in arrivo

4:20
11

Big Wheels

in arrivo

5:10
12

Summer and Lightning

in arrivo

4:13
13

Mr. Blue Sky

in arrivo

5:05
14

Sweet Is the Night

in arrivo

3:26
15

The Whale

in arrivo

5:05
16

Birmingham Blues

in arrivo

4:21
17

Wild West Hero

in arrivo

4:40

Sull'album

Out of the Blue, secondo DoReSol

L'album si apre con Turn to Stone, un brano che combina ganci pop con archi e una potente base rock. La canzone presenta un momento peculiare in cui la musica si interrompe bruscamente, lasciando solo le voci con un leggero effetto e i colpi di batteria di Bev Bevan. Segue It’s Over, che evoca una sensazione classica, con accordi semplici che lasciano spazio a un ritmo marcato e archi che aggiungono un'atmosfera avvolgente, il tutto esaltato da voci cristalline e ascendenti. Sweet Talkin’ Woman segna un avvicinamento al suono disco, una melodia con archi che, grazie al suo ritmo ballabile e alla percussione di Bevan, divenne un successo dell'epoca.

Across the Border inizia con un suono simile a un treno in movimento, simile a quello utilizzato in una canzone degli ABBA, e presenta un assolo di violino di Mik Kaminski. La canzone adotta uno stile con influenze messicane, con una melodia vocale che ricorda i Beach Boys, e le voci di Lynne e Groucutt che si intrecciano in uno stile staccato. Nella seconda facciata, Night in the City inizia con tastiere che imitano il trambusto del traffico, accompagnate da frenetiche sezioni di archi che creano un'intensa atmosfera urbana. Starlight, ispirata dalle notti stellate in Svizzera, mirava a un'aria rhythm and blues, simile ad Al Green, secondo Bev Bevan. D'altra parte, Jungle prende una svolta inaspettata, incorporando effetti sonori di animali e un interludio di danza, descritto da alcuni come un'eccentricità dell'album.