La produzione vide la direzione musicale di Magro e gli arrangiamenti di Rogério Duprat, che apportarono elementi della musica colta e sperimentale, arricchendo la sonorità generale. La poetica di Chico Buarque in Construção compie un passo avanti nella sua sfaccettatura critica. Se prima fondeva la Bossa Nova con commenti velati alla dittatura, in quest'opera si mostra più diretto. Ciò è evidente nei versi iniziali di Deus lhe pague, la canzone che apre l'LP, dove canta dei bisogni primari. In Samba de Orly, una collaborazione con Toquinho e Vinicius de Moraes, affronta apertamente l'esperienza dell'esilio, il che portò la canzone a subire una censura parziale.
La stessa Construção è una riflessione sulla vita di un uomo che lavora instancabilmente fino alla morte. Tuttavia, il lirismo caratteristico dell'artista rimane presente in temi come Olha Maria e Valsinha. La rivista Realidade, nel 1972, definì l'album "il meglio realizzato negli ultimi vent'anni in Brasile", sottolineando la sua rilevanza rispetto alla musica importata e il ruolo di Chico Buarque nella scena musicale nazionale. La canzone che dà il titolo all'album, Construção, si distingue per la sua struttura innovativa, impiegando versi dodecasillabi e ripetizioni che creano un ritmo quasi ipnotico, rafforzando l'idea di alienazione del lavoratore.
La partecipazione di musicisti ospiti, come Tom Jobim al pianoforte e il gruppo MPB-4 ai cori, aggiunse un ulteriore strato di ricchezza all'opera. L'album, pubblicato da Philips Records, fu accolto con grande plauso sia dalla critica che dal pubblico, consolidandosi come una pietra miliare nella musica brasiliana.