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Yesterday and Today

di The Beatles · Album Yesterday and Today

yesterday

Durata 2:05

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La storia dietro

yesterday, secondo DoReSol

La prima volta che ascolti Yesterday, ciò che ti cattura di più non è il coro né il riff, ma quella solitudine che avvolge tutto. Paul McCartney canta accompagnato solo dalla sua chitarra acustica e un quartetto d’archi, qualcosa che nel 1965 suonava come una bestemmia per i Beatles. Non c’erano batterie né chitarre elettriche, solo quella melodia che sembra fluttuare tra il classico e il pop, come se qualcuno avesse mescolato un valzer con una canzone da bar. Il testo, semplice ma straziante, parla di un amore che se n’è andato senza spiegazione: "I said something wrong, now I long for yesterday". La cosa curiosa è che McCartney non chiarì mai se quella "parola sbagliata" fosse dovuta a una lite di coppia o, come confessò anni dopo, perché da bambino si era preso gioco della madre per il modo "raffinato" di parlare. La canzone nacque da un sogno che lo svegliò alle tre del mattino nella casa di Jane Asher, a Wimpole Street, e per non dimenticarla corse al piano a suonarla prima che svanisse. Per settimane, chiese a chiunque incontrasse nel mondo musicale se riconosceva quella melodia, convinto di averla rubata senza volerlo. Quando nessuno la reclamò, tirò un sospiro di sollievo e le diede un titolo provvisorio: "Scrambled Eggs", perché all’inizio mormorava "scrambled eggs, oh my baby how I love your legs".

La registrarono in due sessioni di giugno 1965 agli studi EMI di Londra, con George Martin alla produzione e un quartetto d’archi che quasi non osava respirare per non coprire la voce di McCartney. Gli altri tre Beatles odiavano l’idea: George Harrison arrivò a dire che McCartney si comportava come se fosse Beethoven reincarnato, e il regista Richard Lester, stufo del fatto che al set di Help! il piano servisse solo a McCartney per lavorare alla canzone, minacciò di cacciarlo dallo studio. Nonostante tutto, la canzone finì nell’album Help! nell’agosto di quell’anno, anche se negli Stati Uniti fu pubblicata prima come singolo a settembre, dove raggiunse la prima posizione della Billboard Hot 100. Nel Regno Unito non uscì come singolo fino al 1976, quando raggiunse l’ottavo posto. Il dettaglio che sorprende di più è che McCartney è l’unico Beatle nella registrazione: né John Lennon, né George Harrison, né Ringo Starr compaiono nel brano. La versione che ascoltiamo oggi dura 2:03, anche se in alcuni crediti è indicata come 2:07, e la sua struttura — una ballata acustica con archi — ruppe tutti gli schemi di ciò che la band aveva fatto fino ad allora. Nel 1997 entrò nella Grammy Hall of Fame, e nel 1999 un sondaggio della BBC la dichiarò la miglior canzone del XX secolo. Ma la cosa più incredibile è che, con oltre 2.200 versioni registrate, rimane la canzone con più cover della storia, da Elvis Presley a Daffy Duck. Certo, all’inizio i Beatles non la volevano nemmeno vedere: la consideravano troppo diversa dal loro stile, e arrivarono a metterle un veto per impedirne la pubblicazione come singolo nel loro paese. Il tempo, come spesso accade, diede loro ragione.

Dall'album

Yesterday and Today

Yesterday and Today

The Beatles

Dati

Durata2:05
CompositorePaul McCartney / John Lennon
AlbumYesterday and Today
ISRCGBAYE0601477

Crediti

Musica Paul McCartney, John Lennon