La storia dietro
Quando ti immergi in *Year of the Cat*, ti imbatti in un brano che si distingue per le sue ampie sezioni strumentali. Nella versione dell'album, che dura circa sei minuti e mezzo, oltre quattro minuti sono dedicati all'esplorazione di paesaggi sonori con assoli di pianoforte, chitarra acustica, una chitarra elettrica distorta e il sassofono di Phil Kenzie. Il testo, invece, tesse una narrazione che evoca l'atmosfera del film *Casablanca*, collocando l'ascoltatore in un'ambientazione nordafricana. La storia segue un viaggiatore che viene sedotto da un'enigmatica donna in un mercato, che gli parla di astrologia vietnamita.
Questa canzone, che dà il titolo all'album omonimo di Al Stewart, è stata scritta in collaborazione con Peter Wood, che ha anche contribuito agli arrangiamenti d'archi insieme a Andrew Powell. La registrazione ebbe luogo negli studi Abbey Road di Londra, nel gennaio 1975, sotto la produzione e l'ingegneria del suono di Alan Parsons. L'album *Year of the Cat* fu pubblicato nel luglio 1975, ma il singolo *Year of the Cat* divenne un successo fragoroso, raggiungendo la top five negli Stati Uniti e aiutando il disco a ottenere il disco di platino. Lo stesso Stewart ha commentato che il titolo è ispirato allo zodiaco vietnamita, distinguendolo da quello cinese, e ha anche menzionato Bob Dylan come un'influenza nel suo modo di intitolare le canzoni, citando esempi come *Visions of Johanna*. L'artista era solito comporre la musica e le orchestrazioni prima di definire i titoli delle canzoni, e spesso scriveva fino a quattro versioni diverse di testi per ogni brano musicale.