Accordi in preparazione
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La storia dietro
Whole Lotta Shakin’ Goin’ On, secondo DoReSol
La prima volta che ascolti Whole Lotta Shakin’ Goin’ On dal vivo, non c’è modo di stare fermo. Il brano inizia con un colpo secco al contrabbasso che sembra uno schiocco di frusta, e in meno di cinque secondi la chitarra di Scotty Moore entra come un lampo, ripetendo un riff che non si ferma finché la voce di Elvis irrompe con quel grido gutturale: "Well, my hands tremble...". Non è solo il ritmo incalzante a catturarti, ma quella miscela di country e rhythm and blues che suona come se qualcuno avesse dato fuoco a un disco di blues e lo avesse mescolato con il ritmo di una fiera rurale. Il brano non chiede permesso: ti trascina dal primo accordo e non ti lascia finché non finisce, con quella conclusione brusca che dà la sensazione che la festa sia appena iniziata.
Registrata negli studi della Sun Records a Memphis, la canzone nacque in una sessione improvvisata in cui Elvis, Bill Black e Scotty Moore stavano sperimentando idee sparse. Secondo quanto raccontano, il brano venne fuori quasi per caso quando Black colpì con forza il contrabbasso e Elvis rispose con quel grido caratteristico, che finì per definire lo spirito del rock and roll. La versione che conosciamo oggi venne pubblicata nel 1956, mesi dopo che Elvis aveva firmato con la RCA Records, e divenne uno dei suoi primi grandi successi dopo l’uscita di Heartbreak Hotel. Curiosamente, nonostante la sua energia travolgente, il brano dura solo tre minuti e dieci secondi, ma in quel tempo trasmette più caos controllato di molti altri in doppia durata. Quando Elvis la suonava dal vivo, il pubblico impazziva: non era solo musica, era un rituale in cui il palco diventava un’estensione della pista da ballo.
Dall'album
Jailhouse Rock
Elvis Presley · Track 7
Dati