Inizio · Canzoni · Pink Floyd · Waiting for the Worms
Dall'album
The Wall
Pink Floyd · 1979
Dati
TonalidadG
Compás4/4
Tempo76 BPM
Duración3:58
CompositorRoger Waters
ÁlbumThe Wall
Año1979
Crediti
Musica Roger Waters
La storia dietro
La canzone *Waiting for the Worms* si immerge nella mente del suo protagonista, Pink, in un momento di profonda disperazione. La sua percezione si è distorta, portandolo a immaginare di diventare un leader autoritario, incitando all'odio e alla violenza. L'inizio del brano, con un conteggio in tedesco —"Eins, zwei, drei, alle"—, segna il tono di questa trasformazione. La musica inizia con un ritmo lento, quasi marziale, dove le voci di David Gilmour e Roger Waters si alternano, una serena e l'altra carica di intensità.
La composizione si sviluppa con Waters che prende il protagonismo in una sezione che ricorda *The Happiest Days of Our Lives*, ma con un discorso più aggressivo. Attraverso un megafono, lancia proclami carichi d'odio. Dopo questo momento, la voce più tranquilla di Gilmour ritorna, evocando un futuro di dominio nazionalista. Il brano culmina con Waters, ora con un tono ancora più provocatorio, che esorta a "seguire i vermi". Musicalmente, la canzone riprende un motivo melodico già ascoltato in altre parti dell'album *The Wall*, apparendo in *Another Brick in the Wall* e *Hey You*, e che si ripeterà nel climax del disco, *The Trial*. L'atmosfera si intensifica con canti di "hammer" e l'immagine di stivali marziali che marciano, finché la musica si ferma bruscamente con un grido di "Stop!".
Registrata tra aprile e novembre 1979, *Waiting for the Worms* fa parte dell'album concettuale *The Wall*, pubblicato nel Regno Unito il 30 novembre 1979 e negli Stati Uniti l'8 dicembre dello stesso anno. La produzione di questo brano è stata curata da Bob Ezrin, David Gilmour, James Guthrie e Roger Waters. La durata totale della canzone è di 3 minuti e 58 secondi. Nelle esibizioni dal vivo di *The Wall*, la messa in scena includeva proiezioni di animazioni con martelli che marciano, e spesso Waters appariva con un cappotto di pelle, mentre Gilmour (o cantanti di supporto in tour successivi) interpretava le parti vocali più acute. Le immagini che accompagnano la canzone nel contesto dell'album e le sue rappresentazioni visive esplorano la decadenza e la violenza, con scene che vanno dalla distruzione di un pupazzo alla rappresentazione di una città avvolta nell'oscurità.
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