La storia dietro
Quando ti ritrovi a suonare *Three Little Birds*, è probabile che noti una sensazione di ottimismo che pervade la melodia. Questo brano, nato nel 1977 durante le sessioni per l'album Exodus, è diventato un inno alla tranquillità. Il testo, che invita a non preoccuparsi e a fidarsi che tutto andrà bene, ha un'origine che genera dibattito. Alcuni suggeriscono che gli uccelli menzionati da Marley fossero una metafora sulla coltivazione della cannabis in Giamaica, mentre altri credono che si sia ispirato ai canarini che erano soliti posarsi vicino alla sua finestra in Hope Road. Le componenti del gruppo vocale I Threes, che accompagnavano Marley, rivendicano anche di essere le "tre uccelline" a cui si riferisce la canzone, ricordando come lui le chiamasse così dopo i concerti. La registrazione originale, che dura poco più di tre minuti, fu pubblicata come singolo nel 1980 e raggiunse il 17° posto nel Regno Unito.
L'influenza di *Three Little Birds* si estende ben oltre la sua pubblicazione originale. Nel 1992, il pianista jazz Monty Alexander registrò una versione con un tocco diverso, che vide la luce come singolo nel 1999. Più tardi, nel 2008, la giovane cantante britannica Connie Talbot scelse questa canzone per il suo primo singolo, estratto da una riedizione del suo album del 2007. La versione di Talbot, filmata in Giamaica, ebbe un impatto notevole, raggiungendo il numero 3 nella Independent Singles Chart del Regno Unito e scalando fino al primo posto nella classifica Billboard Hot Singles Sales negli Stati Uniti. Questo successo la portò a vendere oltre 250.000 copie a livello mondiale entro novembre 2008. La registrazione di Exodus, in generale, è caratterizzata da un suono rilassato, con linee di basso marcate e un ruolo di primo piano per pianoforte, tromba e chitarra, allontanandosi da narrazioni complesse per concentrarsi su temi di cambiamento, spiritualità e relazioni.