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La storia dietro
The Fly, secondo DoReSol
Se vuoi capire cosa è cambiato negli U2 con The Fly, ascolta i primi secondi: il basso di Adam Clayton entra come un colpo secco, la batteria di Larry Mullen pulsa con un groove hip-hop, e la chitarra di Edge suona come un ronzio elettrico che si conficca nel cervello. Non è il U2 di The Joshua Tree, dove tutto era epico e paesaggi aperti. Qui la band si addentra in un territorio oscuro, con la distorsione nella voce di Bono e un assolo di chitarra che sembra uscito da un incubo robotico. Il brano non parla di redenzione né di paesaggi irlandesi, ma di una conversazione dall’inferno: qualcuno che ama stare lì e racconta a chi lo ascolta cosa ha imparato nel posto sbagliato. I testi sono frasi brevi, quasi proverbi spezzati, come se il diavolo in persona avesse annotato su un quaderno cosa non fare.
Il brano nacque in un momento strano per gli U2. Dopo il successo di The Joshua Tree e del documentario Rattle and Hum, la band si sentiva smarrita. Nel 1990 si chiusero negli Hansa Studios di Berlino, dove l’ambiente era freddo e la città ancora odorava di muro appena caduto. Da quelle sessioni uscì un demo che poi evolse in Lady with the Spinning Head, ma anche il germe di The Fly. Il brano fu ultimato a Elsinore, una villa affacciata sul mare a Dalkey, in Irlanda, dove la tensione creativa era tale che quasi li paralizzava. Fu Flood, l’ingegnere del suono, a dare loro la spinta: un giorno cambiò prospettiva e all’improvviso tutto iniziò a fluire. Edge ricorda che la sua chitarra suonava come se un insetto si fosse infilato nell’amplificatore e non smettesse di ronzare. Per le voci, Bono inventò un alter ego: "The Fly", una rockstar in pelle e occhiali scuri che recitava quelle frasi taglienti mentre il resto della band suonava come se il mondo stesse per finire. Il risultato fu un singolo che raggiunse il primo posto nella Irish Singles Chart e che, anni dopo, sarebbe rimasto l’inno del tour Zoo TV, dove Bono appariva con quell’aspetto di star decadente e occhiali da sole giganti.
Dall'album
Achtung Baby
U2 · 1991 · Track 7
Dati