La storia dietro
Sulk, secondo DoReSol
Radiohead registrò Sulk in un momento in cui la band respirava tra il peso di un successo inaspettato e la pressione per superare il proprio esordio. Il brano nacque da un fatto reale: una sparatoria di massa a Hungerford, Inghilterra, nel 1987, che ispirò Thom Yorke a scrivere sulla violenza senza senso. Ma quando lo registrarono alla fine del 1994, il mondo stava ancora elaborando un'altra recente perdita: il suicidio di Kurt Cobain. Yorke modificò il testo originale —che includeva un verso crudo— per evitare che la canzone fosse associata a lui, un gesto che mostra come la musica a volte porti con sé più di quanto i suoi creatori intendano.
Il brano finì su The Bends, il loro secondo album, dove la band esplorò arrangiamenti più contenuti ma altrettanto intensi rispetto a Pablo Honey. Lo registrarono in tre studi diversi — RAK a Londra, Abbey Road e il Manor a Oxfordshire —, un processo che si protrasse a causa delle tensioni con la casa discografica, che si aspettava un altro Creep. Con soli 3 minuti e 43 secondi, Sulk è uno di quei pezzi raramente eseguiti dal vivo: la band lo suonò solo poche volte nel 1994 e 1995, per poi farlo sparire dal repertorio. La sua rarità non ne sminuisce la forza, anzi la rende più affascinante: uno spaccato di un anno in cui i Radiohead stavano ancora cercando la propria voce, ma già sapevano come costruirla.
Dall'album
The Bends
Radiohead · 1995 · Track 11
Dati
Crediti
Musica Thom Yorke, Colin Greenwood, Jonny Greenwood, Ed O’Brien, Philip Selway