La storia dietro
Sto con lui, secondo DoReSol
La prima volta che ho ascoltato Sto con lui, ho avuto la sensazione che Ornella Vanoni non stesse solo cantando, ma stesse raccontando una storia con ogni nota. Non è una canzone che rimane in superficie: l’arrangiamento, con quel suo equilibrio tra intimità e teatralità, la fa sembrare un dialogo in cui ogni parola ha un peso. Il brano si muove a un tempo che scorre senza fretta, ma con una tensione che si scioglie solo alla fine, come se il narratore stesse misurando ogni sillaba prima di pronunciarla. Ciò che più mi ha colpito, però, è stata la sua durata: due minuti e cinquantasei secondi, il tempo giusto perché l’interpretazione non risulti né troppo lunga né troppo breve.
In un album pieno di canzoni che avevano già calcato i palcoscenici di Sanremo o Canzonissima, questa si distingue per come concentra emozione in uno spazio così ridotto.L’album Appuntamento con Ornella Vanoni uscì nel 1970, ma Sto con lui non era nuova: era già apparsa in un singolo precedente. La cosa curiosa è che, in questo disco, la canzone non sembra un pezzo riciclato, ma parte di un insieme che mescola successi passati con brani nuovi. Il disco raggiunse la quinta posizione nelle vendite, un risultato tutt’altro che scontato per un’artista che già da anni era sulla scena. Ciò che mi ha fatto più riflettere è stato come, in un’epoca in cui gli album erano pieni di brani lunghi e arrangiamenti ampollosi, Sto con lui mantenesse un registro sobrio, quasi minimalista, senza perdere forza.
Non era la canzone più trasmessa alla radio, ma nel contesto dell’album, si inseriva come un anello di congiunzione tra ciò che Ornella era stata e ciò che sarebbe venuta.
Dall'album
Appuntamento con Ornella Vanoni
Ornella Vanoni · 1970 · Track 5
Dati