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La storia dietro
She Doesn’t Live Here Anymore, secondo DoReSol
La prima volta che She Doesn’t Live Here Anymore fu registrata fu nel 1994, ma non finì nell’album Crash! Boom! Bang!. Rimase inedita per un altro anno, finché nel 1995 non uscì come terzo singolo di Don’t Bore Us, Get to the Chorus!. Non fu solo un brano che si insinuò per errore: il suo sound fresco, con quel chorus che si memorizza all’istante, lo fece risaltare in un disco pieno di hit. La durata esatta, 4:05, gli conferisce il ritmo giusto perché il ritornello non risulti forzato, ma non si dilunghi troppo. L’ingegnere del suono Michael Ilbert e il produttore Per Gessle gli diedero quella lucentezza pulita che contrasta con il rock più grezzo di altre canzoni dello stesso album.
Registrata in Inghilterra, il missaggio finale fu firmato dagli stessi che l’avevano prodotta: Per Gessle e Michael Ilbert. Non era una semplice traccia: era stata scartata in precedenza, ma quando riapparve nel 1995 finì per essere uno dei singoli più ascoltati dell’anno. Il duo Roxette, già dominatore delle classifiche con brani come The Look e It Must Have Been Love, dimostrò qui che anche le canzoni quasi finite nel dimenticatoio possono diventare successi. E non fu un caso: il gruppo aveva già accumulato quattro primi posti nella Billboard degli Stati Uniti, oltre a premi come il World Music Award e riconoscimenti ai Grammys svedesi. Ma in questo caso, il merito fu di una canzone che, per la sua stessa storia, aveva già qualcosa di speciale.
Dall'album
Don’t Bore Us, Get to the Chorus
Roxette · 1995 · Track 17
Dati