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La storia dietro
Running Away, secondo DoReSol
Questa canzone nacque in un momento strano per Bob Marley. La registrò subito dopo essere stato colpito da un proiettile in Giamaica, quando si recò negli Stati Uniti per riprendersi. Non è una canzone qualsiasi: è la prima che scrisse durante quel esilio forzato, e porta con sé quella tensione nell’aria. Il titolo lo dice tutto: Running Away non parla solo di fuggire, ma di quel momento in cui la violenza ti costringe ad abbandonare ciò che ami per salvarti. Il testo non si perde in metafore; va dritto al punto, con quella miscela di urgenza e calma che solo lui sapeva trasmettere.
La registrarono tra Exodus (1977) e Kaya (1978), in sessioni che iniziarono in Giamaica e terminarono a Londra. L’album Kaya uscì con un suono diverso da quello a cui ci avevano abituato: meno combattivo, più dolce, quasi come se il reggae avesse bevuto un sorso d’erba e si fosse sdraiato al sole. Running Away ci sta dentro, ma senza perdere quella scintilla di ribellione che lo ha sempre contraddistinto. La produzione fu affidata a Chris Blackwell e allo stesso Marley, con ingegneri come Terry Barham e Karl Pitterson che gli diedero quel calore preciso. Durava 4:15, tempo sufficiente perché la chitarra di Junior Marvin e il basso di Aston "Family Man" Barrett intrecciassero quel groove che ti trascina senza preavviso.
Dall'album
Kaya
Bob Marley & The Wailers · 1978 · Track 9
Dati