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La storia dietro
Rubicon, secondo DoReSol
Rubicon è il brano che rimase fuori dall’album ma che, per una decisione dell’ultimo momento, finì per far parte del suono definitivo di Frontiers. Mentre sistemavano la tracklist in una riunione con il responsabile A&R della Columbia Records, Michael Dillbeck, la band decise di includere questo pezzo di 4:18 che, sebbene non sia mai diventato un singolo, si inserì come un ponte tra i successi che sarebbero arrivati dopo. Non cercavano di colmare vuoti nella lista: volevano che ogni canzone respirasse con la stessa intensità, e fu lì che Rubicon si inserì come un ulteriore anello di quella catena di melodie che definirono lo stile dei primi anni ottanta.
La registrazione passò per le mani di Wally Buck ai controlli di registrazione e di Kevin Elson e Mike Stone nel missaggio, una squadra che aveva già lavorato al precedente album. Il suono grezzo e diretto di Rubicon non è un caso: fu registrato in un’epoca in cui il rock commerciale permetteva ancora spazi per texture meno levigate, prima che i sintetizzatori lo invadessero tutto. Quando Frontiers arrivò nei negozi nel febbraio del 1983, nessuno si aspettava che sarebbe diventato uno di quei dischi che hanno definito un decennio. Ma eccolo lì, con Rubicon come testimonianza del fatto che, a volte, ciò che sembra un aggiustamento dell’ultimo momento finisce per far parte della magia.
Dall'album
Frontiers
Journey · Track 10
Dati