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La storia dietro
Rainbows and Pots of Gold, secondo DoReSol
Ci sono canzoni che sembrano racchiudere un momento preciso, come se l’aria di una sala prove si fosse infiltrata nello studio. Rainbows and Pots of Gold è una di queste: un brano che respira l’urgenza di registrare in fretta per non perdere la scintilla di ciò che già suonavano dal vivo. Kelly Jones lo aveva chiarito quando disse di volere un disco "crudo, spontaneo, ma stratificato", e in questo pezzo di You Gotta Go There to Come Back —il quarto album dei Stereophonics— si nota che il piano ha funzionato. I 4:11 volano via, ma lasciano la sensazione di aver ascoltato una take dal vivo, con gli errori inclusi e il sudore appiccicato all’amplificatore. Non è un brano che gira intorno al problema: parte dritto, con quella chitarra che sembra squarciare l’aria proprio come nei loro concerti, e la batteria di Stuart Cable che impone il ritmo senza sconti. Il basso di Richard Jones, quell’altro Jones della band, fa da ponte tra il fragore e il dettaglio, come se ogni nota avesse un peso specifico.
L’album fu registrato nel 2003, in un sprint di tre settimane in cui la band si chiuse dentro per catturare ciò che già erano sul palco: una macchina da rock con testi che parlano di strade, bar e quella luce grigia che solo le città minerarie del Galles hanno. Kelly Jones si occupò della produzione, cosa non comune all’epoca, e il risultato fu un disco che raggiunse la prima posizione nel Regno Unito nella prima settimana, vendendo oltre cento mila copie. Il curioso è che, nonostante il successo commerciale già li sorridesse, l’album suona come una band che ancora non si crede del tutto a ciò che sta accadendo. C’è una tensione tra l’intimo e l’epico, come se ogni canzone fosse un pezzo della loro vita appeso al muro dello studio. Rainbows and Pots of Gold, con il suo titolo che evoca qualcosa tra il magico e il terreno, si incastra perfettamente in quel puzzle: è rock con radici, ma con le ali ben aperte.
Dall'album
You Gotta Go There to Come Back
Stereophonics · 2003 · Track 10
Dati