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Soda Stereo

di Soda Stereo · Album Soda Stereo

¿Por qué no puedo ser del jet-set?

Tonalità E Tempo 92 bpm Metro 4/4 Durata 3:18
Capotasto 0
Tonalità E
Vel.
◫ Modalità Cinema

Dall'album

Soda Stereo

Soda Stereo

Soda Stereo · 1984

Dati

TonalidadE
Compás4/4
Tempo92 BPM
Duración2:22
ÁlbumSoda Stereo
Año1984
ISRCARF109400136

La storia dietro

Quella curiosità per il mondo del "jet-set" e la vita glamour, così presente nelle riviste dell'epoca, è il punto di partenza di *¿Por qué no puedo ser del jet-set?* (Perché non posso far parte del jet-set?). L'interessante è come Gustavo Cerati e Charly Alberti abbiano dato forma a questa idea. Originariamente, il testo aveva un tono più diretto e critico, quasi una protesta punk contro il mondo dello spettacolo. Tuttavia, per la registrazione dell'album di debutto, decisero di dargli una svolta. La prospettiva cambiò: invece di osservare dall'esterno, la canzone viene narrata dall'interno, come se il protagonista fosse già immerso in quello stile di vita spensierato e pieno di lussi. Musicalmente, il brano si ancora a quel suono divertente dei primi anni '80, con una chiara influenza ska. La collaborazione del sassofonista Gonzo Palacios, che suonava anche con Los Twist, ha contribuito quell'aria vicina alla musica di quella band, segnando uno stile distintivo.

Questa canzone fu una delle prime a suonare dal vivo per Soda Stereo, dal loro primo concerto il 19 dicembre 1982, a casa di Alfredo Lois. Rimase nel repertorio fino alla Gira Signos nell'aprile 1987. Dopo quel tour, si fuse con un'altra canzone, *Te hacen falta vitaminas* (Ti servono vitamine), dando origine a una versione chiamata *Vita-Set*, che continuò ad essere suonata fino all'inizio del 1989. Fu persino considerata per la Gira Me Verás Volver nel 2007, sebbene alla fine fu esclusa. L'album di debutto che la include, Soda Stereo, pubblicato il 27 agosto 1984, si distingue per uno stile umoristico e ironico, riflesso del movimento della "musica divertente" dell'epoca. La produzione di questo lavoro fu curata da Federico Moura, leader dei Virus, e l'album in generale presenta un suono particolare che si allontana da ciò che sarebbe venuto dopo nella discografia della band.
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