La storia dietro
Ultra Sodade non è solo un disco: è un esercizio di onestà registrato tra quattro mura, dove il fatto in casa è diventato professionale senza perdere la sua essenza. La canzone che apre l'album, piensa en mí de vez en cuando, porta quel marchio fin dal primo accordo. Non suona come una produzione levigata, ma piuttosto come una conversazione intima che si protrae per oltre sei minuti senza che l'ascoltatore senta che un secondo sia sprecato. Lì sta la sua forza: nella naturalezza con cui Kevin Kaarl e suo fratello Bryan Kaarl hanno costruito ogni strato, usando ciò che avevano a portata di mano in uno studio domestico a Chihuahua.
Il testo non si nasconde dietro metafore complicate. Kaarl l'ha scritta dopo una rottura, e si nota: non c'è drammaticità forzata, solo una nostalgia che pulsa in ogni verso, come se ogni parola fosse stata provata davanti allo specchio prima di essere registrata. Il titolo stesso dice tutto: non chiede perdono, né esige risposte, chiede solo di essere ricordato. La durata di 6:14 non è un capriccio: è il tempo giusto perché la chitarra acustica e la voce scivolino senza fretta, come se il brano avanzasse al ritmo di un sospiro. L'album è stato pubblicato nel febbraio 2025, ma la canzone circolava già tra amici prima, come quei brani che nascono per essere ascoltati a bassa voce, non ad alto volume.