La storia dietro
Esta noche, secondo DoReSol
Il titolo Esta noche non sembra casuale: Kevin Kaarl lo ha scelto per segnare un prima e un dopo nel suo terzo album, Ultra Sodade. Registrato dal vivo in uno studio casalingo a Chihuahua, il brano cattura quella miscela di urgenza e disordine che spesso accompagna le canzoni nate da una rottura. Non ci sono ritocchi in studio né strati di produzione esagerati; ciò che ascolti è il risultato di ore di prove in uno spazio dove le pareti custodiscono più echi che microfoni. Il fratello di Kaarl, Bryan, si è occupato del missaggio e della produzione, e sebbene fosse la sua prima volta in un ruolo così formale all’interno di un album, il disco è venuto fuori con un suono grezzo ma preciso, come se ogni nota fosse stata scolpita a mano.Ciò che più colpisce in Esta noche è la sua durata esatta: quattro minuti e trentasei secondi che sembrano più lunghi o più corti a seconda del momento.
Non c’è riempimento né abbellimenti inutili; il brano procede con una naturalezza che inganna, come se il testo e la melodia fossero sgorgati insieme in un’unica take. Il nome dell’album, Ultra Sodade, già tradiva l’ossessione di Kaarl per quella parola capoverdiana che racchiude una nostalgia quasi fisica, e Esta noche è lo specchio in cui quella emozione diventa tangibile. L’album è stato pubblicato il 14 febbraio 2025, senza grandi etichette o distributori, ma con un dettaglio che lo ha fatto emergere: tutte le canzoni sono state scritte da Kaarl dopo una delusione amorosa, e questo brano, in particolare, suona come la confessione che nessuno ha chiesto ma tutti avevano bisogno di ascoltare.
Dall'album
Ultra Sodade
Kevin Kaarl · 2025 · Track 1
Dati