Inizio · Canzoni · Stevie Wonder · Pastime Paradise
La storia dietro
Pastime Paradise, secondo DoReSol
Quando ti immergi in *Pastime Paradise*, ti imbatti in una sonorità che ha rotto gli schemi per la sua epoca. Fu una delle prime a utilizzare un sintetizzatore, lo Yamaha GX-1, per imitare la ricchezza di una sezione di archi completa. La base ritmica non nacque da un batterista che segnava il tempo, ma da strati di sintetizzatore che furono poi arricchiti dall'intervento di Stevie Wonder, Ray Maldonado e Bobbye Hall. Un dettaglio sonoro distintivo è il costante pattern di campane, apportato da musicisti Hare Krishna, che si intreccia con un coro gospel della West Angeles Church of God, creando un finale che fonde diverse tradizioni musicali.
Il testo di *Pastime Paradise* invita alla riflessione sulle nostre distrazioni nel mondo occidentale e se stiamo realmente lavorando per un futuro migliore, sia in questa vita che nella prossima. Un'altra lettura possibile è il contrappunto tra un atteggiamento negativo di fronte a un passato complicato e la speranza di un futuro ideale, o anche come il materialismo e la pigrizia non si confrontino con una solida etica del lavoro che porta grandi ricompense. Questo brano, che fa parte dell'album *Songs in the Key of Life* uscito nel 1976, è stato scritto, prodotto e arrangiato dallo stesso Stevie Wonder. Il suo impatto è stato tale che è stato reinterpretato o campionato da artisti come Mary J. Blige in *Time*, Coolio in *Gangsta's Paradise* e la sua parodia *Amish Paradise*, e la band inglese Blue in *Curtain Falls*.
Dall'album
Songs in the Key of Life
Stevie Wonder · 1976
Dati