La storia dietro
Nuotatori Professionisti, secondo DoReSol
Nuotatori Professionisti non sembra una canzone, ma un avvertimento. Non è qualcosa che si ascolta: è qualcosa che si sente sulla nuca quando qualcuno spiega come funziona il mondo. Il testo, scritto in prima persona da Indio Solari, smonta con ironia tagliente l’idea che il potere sia condiviso. Non ci sono eroi o cattivi chiari, solo uno specchio che riflette chi vince sempre: “loro sono i *ragazzi d’oro*, quelli che sanno come manipolare il sistema”. L’immagine che scatena tutto è cruda: manager che brindano con champagne dai loro balconi mentre sotto passa la folla di Occupy Wall Street, un promemoria che, in pratica, gli errori li pagano gli altri. Non c’è dramma, solo la constatazione che il gioco è truccato fin dall’inizio.
La canzone è nata nel contesto di Luzbelito, l’ottavo album di Patricio Rey y sus Redonditos de Ricota, registrato tra studi di Buenos Aires, San Paolo e Fort Lauderdale durante il 1996. Non è stato un processo rapido: l’album ha richiesto più tempo dei precedenti, come se ogni canzone avesse bisogno di tempo per maturare la sua mordacità. Nuotatori dura 4:42 e in quel lasso di tempo non ci sono concessioni. Il testo, tratto dalle conversazioni che Solari ebbe con Marcelo Figueras per il libro Recuerdos que mienten un poco, funziona come un saggio travestito da rock: analizza come i media e il sistema economico si alimentino a vicenda, e perché la maggior parte delle persone continui a credere in promesse che non si avverano mai. La frase finale — “sembrano scritti ieri” — non è un’esagerazione: il brano rimane attuale decenni dopo, come se il tempo non fosse passato per chi vince sempre.
Dall'album
Luzbelito
Patricio Rey y sus Redonditos de Ricota · 1996 · Track 5
Dati
Crediti
Testo Indio Solari, Skay Beilinson
Musica Indio Solari, Skay Beilinson