La storia dietro
La storia dietro _Non è Francesca_ ci porta a un momento in cui Lucio Battisti non si era ancora affermato come interprete, ma stava già esplorando la sua vena di compositore. Il brano, nato nell'estate del 1966 o addirittura prima, circolava in un repertorio che Battisti offriva ad altri artisti. Una delle prime opportunità si presentò con I Nomadi, che stavano registrando _Noi non ci saremo_. Tuttavia, la collaborazione non si concretizzò, poiché implicava mettere da parte un lavoro già in corso con Francesco Guccini.
Dopo questa deviazione, la canzone giunse nelle mani di Roby Matano, amico di Battisti e parte de I Campioni. Matano registrò una demo con l'accompagnamento al piano di Alberto Pasetti. Nonostante un contratto con la Durium, la Ricordi propose a Matano di presentare _Non è Francesca_ al festival _Un disco per l'estate 1967_. Sebbene fosse stato dato il via libera alla registrazione, il direttore artistico della Durium decise infine che il gruppo beat I Balordi l'avrebbe interpretata, una decisione che deluse Matano. La versione de I Balordi, prodotta dallo stesso Battisti, includeva una guida vocale da lui stesso registrata. Curiosamente, in questa guida e nella versione finale de I Balordi, l'abito di Francesca è bianco, a differenza del rosso menzionato nel testo originale. Battisti contribuì anche all'arrangiamento e registrò il basso in questa take, realizzata quasi dal vivo e senza ritocchi successivi.
Il nucleo di _Non è Francesca_ risiede nella sua narrazione, un monologo in cui il protagonista si rifiuta di accettare l'infedeltà della sua compagna, Francesca, anche di fronte a prove schiaccianti. Il testo, opera di Mogol, intreccia fatti concreti, come la descrizione dell'abbigliamento ("era vestita di rosso"), con il rifiuto personale ("no non può essere lei"). Questa struttura, che mescola la realtà con l'incredulità, evoca una qualità propria del blues. Il musicologo Gianfranco Salvatore la descrive come un riflesso dell'angoscia maschile di fronte alla menzogna e all'inganno, mentre Luciano Ceri sottolinea l'abilità di Mogol nel costruire una storia completa con poche immagini. Infine, la versione di Lucio Battisti nel 1969 catapultò la canzone in un posto di rilievo nella sua opera e la consolidò come un brano fondamentale della musica italiana.