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La storia dietro
No se desesperen, secondo DoReSol
Quando ti immergi nell'ascolto di No se desesperen, ti imbatti in un brano che, nonostante la sua apparente semplicità, ha una profondità che invita a essere analizzato. La canzone, che fa parte dell'album Vasos y besos dei Los Abuelos, si estende per quasi cinque minuti, un tempo che permette alla band di dispiegare il proprio suono senza fretta. È un brano che, pur non essendo esplicitamente menzionato nei dati canonici, si percepisce come un pilastro all'interno della proposta sonora che ha consolidato il gruppo ai suoi tempi.
Questo disco, Vasos y besos, fu pubblicato nel 1983 sotto l'etichetta Interdisc, e la produzione fu curata dal gruppo stesso. Fu un lavoro che segnò un prima e un dopo per Los Abuelos de la Nada, portandoli a un importante livello di riconoscimento. Infatti, l'album fu evidenziato in liste di grande rilievo: la rivista Al Borde lo incluse tra i 250 album essenziali del rock iberoamericano, posizionandolo al 199º posto. Da parte sua, Rolling Stone lo considerò uno dei 100 migliori dischi di rock argentino, situandolo al 29º posto. All'interno di questo contesto, la canzone Mil horas, anch'essa dello stesso album, ebbe un grande impatto, venendo riconosciuta in varie classifiche di Rolling Stone e Rock.com.ar, oltre a essere menzionata in un elenco di Al Borde su canzoni iberoamericane.
Dall'album
Vasos y besos
Los Abuelos de la Nada · 1983
Dati