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La storia dietro
No Promises, secondo DoReSol
La prima volta che No Promises fu suonata dal vivo, non era una canzone come le altre: nacque come parte di Boxes, una collaborazione tra Icehouse e la compagnia di danza di Graeme Murphy al Sydney Opera House alla fine del 1985. Quel palco, dove movimento e suono si intrecciavano, diede alla traccia un’aura particolare fin dall’inizio. Quando venne pubblicato come singolo nell’ottobre di quell’anno, il brano già portava con sé quell’energia ibrida — tra il new wave e il pop ballabile — che avrebbe definito Icehouse in quel periodo. La versione originale, di quasi sei minuti, fu accorciata per le radio, ma anche nella sua forma ridotta manteneva quel gancio melodico che la fece emergere nelle classifiche australiane, arrivando al 30º posto nel febbraio 1986.
Il brano fu prodotto da Iva Davies e Rhett Davies, con Warne Livesey al mixaggio, e registrato nel 1985 come anteprima di Measure for Measure. In Europa e negli Stati Uniti, il singolo uscì con scalette modificate in base al mercato: nel Regno Unito e nel continente europeo, fu pubblicato dalla Chrysalis Records su vinile da 7" e 12", mentre in Oceania fu distribuito dalla Regular Records. Oltre un decennio dopo, nel 2002, una versione remixata da (Love) Tattoo apparve nell’album Meltdown, dimostrando che il brano continuava a risuonare anche decenni dopo la sua uscita. Furono girati due videoclip per promuoverlo; uno di essi, diretto da Dieter Trattmann, divenne un riflesso visivo dell’atmosfera che la canzone già trasmetteva.
Dall'album
Great Southern Land
Icehouse · 1989 · Track 7
Dati