La storia dietro
Quando Gloria Estefan si propose di rendere omaggio alle sue origini cubane con l'album Mi Tierra, registrò un brano che, con i suoi quasi sei minuti di durata, divenne un profondo viaggio sonoro. Il brano No hay mal que por bien no venga, con il suo titolo pieno di speranza, racchiude quell'essenza. La registrazione avvenne nei Crescent Moon Studios di Miami, Florida, un luogo che si riempì della ricchezza di generi come il bolero, il danzón e il son. Per dare vita a questo progetto, Gloria Estefan convocò figure del calibro di Tito Puente, Arturo Sandoval, Cachao López, Chamin Correa e Paquito D'Rivera, che contribuirono con la loro maestria e l'anima della musica cubana.
Questo album, pubblicato il 22 giugno 1993 dalla Epic Records e prodotto dal marito Emilio Estefan, non solo risuonò nei cuori di coloro che cercavano di riconnettersi con le proprie radici, ma si dimostrò anche una pietra miliare nelle classifiche di popolarità. Negli Stati Uniti, Mi Tierra fu il primo disco a raggiungere la vetta del Billboard Top Latin Albums, rimanendo al primo posto per 58 settimane, un record che durò fino al 2021. Il lavoro di ingegneria del suono fu affidato a un team che includeva Charles Dye, Patrice Wilkison Levinsohn, Frank Miret, Eric Schilling e Ron Taylor, assicurando che ogni sfumatura di questa celebrazione musicale fosse fedelmente catturata.