La storia dietro
Misery, secondo DoReSol
La canzone Misery dei Green Day si presenta come un punto di svolta nel loro suono, allontanandosi dal punk rock che li caratterizzava per esplorare trame più insolite. Invece di chitarre distorte, qui troviamo un arrangiamento che evoca lo stile di una band mariachi, con l'incorporazione di archi, fisarmoniche e una chitarra acustica. Questa sperimentazione, che si estende per tutto l'album Warning, sembra essere stata influenzata dal lavoro di Bob Dylan, in particolare dal suo album Bringing It All Back Home. La durata del brano è di 5:06, un tempo considerevole che permette di sviluppare queste idee sonore.
Liricamente, Misery si immerge nella riflessione sulle conseguenze delle decisioni passate, presentando scenari in cui i personaggi si trovano in uno stato di infelicità. Vengono menzionati esempi come Virginia, una sex worker coinvolta in situazioni complicate; il signor Whirley, alle prese con problemi di alcol; e Vinnie, che è stato coinvolto in attività illecite. Tutti finiscono in questa situazione perché le loro azioni non sono state pensate in anticipo. Il messaggio di fondo invita a concentrarsi sul presente e a considerare attentamente le azioni prima di intraprenderle. Questo album, pubblicato il 3 ottobre 2000 dalla Reprise Records, ha segnato un cambiamento rispetto al loro lavoro precedente, Nimrod del 1997, ed è stato il primo da Kerplunk del 1991 in cui Rob Cavallo non ha avuto il ruolo principale di produzione, sebbene abbia partecipato come produttore esecutivo.
Dall'album
Warning:
Green Day · 2000 · Track 6
Dati