Inizio · Canzoni · Astor Piazzolla · Libertango
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La storia dietro
Libertango, secondo DoReSol
Ciò che più colpisce ascoltando Libertango è quel ritmo che si muove tra il classico e il moderno, come se l’armonica respirasse in due tempi distinti. Non è un tango tipico degli anni Quaranta: qui il tempo si allunga, si contrae, gioca con pause che arrivano senza preavviso. Il brano inizia con un fraseggio pulito, quasi malinconico, ma subito entra quella marca ritmica che lo rende immediatamente riconoscibile. Non è un caso che, nonostante gli anni, continui a suonare fresco: il trucco sta nel modo in cui Piazzolla smonta e ricompone il tango dall’interno, senza mai perdere la sua essenza porteña.
Il pezzo nacque nel 1979, in un momento in cui Piazzolla da anni infrangeva schemi. Dopo aver studiato con Nadia Boulanger a Parigi, tornò a Buenos Aires con idee che scontravano frontalmente i puristi della Guardia Vieja. Per loro, i suoi arrangiamenti con armonie dissonanti e ritmi mutevoli erano un tradimento; per lui, era semplicemente la musica che Buenos Aires aveva bisogno di ascoltare. Libertango fu la sua risposta: un titolo che fonde "libertad" (libertà) e "tango", registrato in un disco omonimo dove ogni nota sembra sfidare ciò che è stabilito. Durava meno di tre minuti, ma in quel tempo riuscì a fare ciò che pochi tanghi sono riusciti: suonare al futuro senza smettere di essere tango.
Dall'album
The Soul of Tango, Greatest Hits
Astor Piazzolla · 2021 · Track 6
Dati