La storia dietro
Adiós Nonino, secondo DoReSol
Quando ci si immerge nella musica di Astor Pantaleón Piazzolla, si incontrano pezzi che vanno oltre le etichette. Un esempio chiaro è Adiós Nonino, un brano che, con i suoi 4 minuti e 56 secondi di durata, racchiude una profonda espressività. Piazzolla, nato a Mar del Plata nel 1921 e scomparso a Buenos Aires nel 1992, fu una figura chiave nell’evoluzione della musica argentina. La sua formazione comprese studi di armonia e composizione con la rinomata Nadia Boulanger, vissuta tra il 1887 e il 1979. Nei suoi esordi, Piazzolla lavorò arrangiando musica per altri grandi del tango, come Aníbal Troilo, e si esibì come bandoneonista.
La proposta musicale di Piazzolla, soprattutto per quanto riguarda ritmo, sonorità e struttura armonica, suscitò dibattito. I sostenitori della cosiddetta «Guardia Vieja» del tango, molto legati alle convenzioni di ritmo, melodia e orchestrazione, non guardavano con favore alle sue innovazioni. Anzi, negli anni Cinquanta e Sessanta, alcuni arrivarono a definirlo «l’assassino del tango». Piazzolla, tuttavia, ridefinì la sua proposta come «musica contemporanea di Buenos Aires», affrontando la resistenza delle radio e delle case discografiche che evitavano di trasmettere o pubblicare le sue opere, spesso bollate come ibride e dissonanti. Nonostante queste critiche, la sua musica fu in seguito rivalutata da intellettuali e musicisti rock, e lui stesso ammirava profondamente contemporanei come Alfredo Gobbi e Osvaldo Pugliese.
Dall'album
The Soul of Tango, Greatest Hits
Astor Piazzolla · 2021 · Track 1
Dati
Crediti
Musica Astor Piazzolla