La storia dietro
Las cosas pares, secondo DoReSol
Quando ti immergi in *Las cosas pares*, ti imbatti in una sfaccettatura dei Mecano che si allontana dal suono elettronico che li ha caratterizzati agli esordi. Questa canzone, apparsa come lato B del singolo *Cruz de navajas* nell'album *Entre el cielo y el suelo* del 1986, si orienta maggiormente verso il rock-pop acustico. La produzione, curata da Nacho Cano, lascia da parte le tastiere predominanti e la percussione elettronica per far spazio a una batteria acustica, chitarre elettriche e un basso che riempie gli spazi. La voce di Ana Torroja si presenta in modo più diretto, quasi senza i consueti cori di accompagnamento, il che le conferisce una qualità più spoglia e naturale. La durata della canzone è di 2:30.
La tematica di *Las cosas pares* esplora il fascino per le parti del corpo della persona amata, specialmente quelle che si presentano in coppia, come gli occhi o le mani. Si insinua anche l'idea che, quando si pensa a qualcuno, quella persona potrebbe star pensando a te contemporaneamente. Curiosamente, questa composizione non faceva parte dell'LP originale di *Entre el cielo y el suelo*, ma fu inclusa solo nelle versioni in musicassetta e compact disc di quell'album. L'album stesso, pubblicato nel 1986, segnò un punto di svolta per i Mecano, mostrando una maggiore maturità creativa e tecnica che aprì loro le porte al successo internazionale. Vendette oltre un milione di copie solo in Spagna. Il missaggio della canzone è stato curato da Spencer Henderson e Austin Ince.
Dall'album
Entre el cielo y el suelo
Mecano · 1986
Dati