La storia dietro
La tripleta, secondo DoReSol
In La Tripleta il colpo di fortuna sta nel modo in cui il ritmo si spezza proprio quando sembra che tutto stia per cadere in un loop prevedibile. Non è solo il cambio di metro a sorprendere — è che questa rottura suona come se qualcuno avesse inciampato sul beat e, invece di correggerlo, lo avesse lasciato lì, sospeso tra ciò che è già passato e ciò che sta per venire. Il brano avanza con una sicurezza che non chiede permesso, ma quell’attimo di squilibrio lo rende memorabile: non è musica da ascoltare, è musica che si sente nello stomaco.
Il brano è nato nel primo disco dei Calle 13, un album registrato con ciò che avevano a portata di mano e che finì per suonare come un manifesto. Il disco uscì nel 2005, ma l’idea di Atrévete-te-te — il singolo che lo precede — era già in cantiere dal 2004, quando il gruppo si presentò davanti a Puff Daddy e gli cantò verità scomode riguardo al suo marchio di abbigliamento. Lo stesso anno, l’album vendette abbastanza copie perché la Nielsen registrasse 250.000 unità negli Stati Uniti entro il 2008, e nel 2006 si aggiudicò il Latin Grammy come Miglior album di musica urbana. Non cercavano di riempire stadi, ma il disco rimase per 70 settimane nella classifica Top Latin Albums di Billboard e raggiunse la sesta posizione. La copertina, tra l’altro, ritrae Flor Amelia de Gracia Barreiro, la nonna del Residente, come un omaggio a ciò che il gruppo portava dentro sin dall’inizio.
Dall'album
Calle 13
Calle 13 · 2005 · Track 15
Dati