La storia dietro
Jones vs. Jones, secondo DoReSol
La prima volta che ho ascoltato Jones vs. Jones, sono rimasto affascinato da quel basso che suona come un battito cardiaco profondo e costante, quasi ipnotico. Non è un brano che spicca nelle classifiche degli anni Ottanta, ma ha qualcosa che lo rende immediatamente riconoscibile: quel groove che sembra muoversi in cerchio, come se il ritmo non arrivasse mai a chiudersi del tutto. La batteria entra con una precisione militare, ma non è quel colpo secco dei brani di James Brown; qui tutto suona più rotondo, come se ogni nota respirasse prima di cadere. Il basso non si limita a portare la melodia, ma la allunga, le dà quell’aria di conversazione tra strumenti in cui nessuno vuole cedere il turno.
Registrato nel 1980, Jones vs. Jones apparve in Celebrate!, un disco che la band realizzò a Los Angeles con la produzione di Deodato. Non cercavano di suonare come nessun altro in particolare, ma il risultato finì per essere una miscela curiosa: funk con tocchi di disco, senza perdere quell’essenza di strada che li ha sempre caratterizzati. Il brano dura poco più di quattro minuti, tempo sufficiente perché il basso e gli ottoni si intreccino in un dialogo senza respiro. Il fatto che non sia il successo più famoso dell’album —quel posto spetta a Celebration— non gli toglie merito: è uno di quei brani che, se messi al momento giusto, ti fanno muovere i piedi senza che te ne accorga.
Dall'album
Celebrate!
Kool & the Gang · 1980 · Track 2
Dati
Crediti
Musica Robert “Kool” Bell, Ronald Bell, George Brown, Eumir Deodato, Robert Spike Mickens, Claydes Smith, James “J.T.” Taylor, Dennis “D.T.” Thomas, Earl Toon, Jr.