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La storia dietro
Jealous Guy, secondo DoReSol
Questa canzone nacque come una bozza senza direzione. Nel 1968, John Lennon la portò alle prove dei Beatles con il titolo Child of Nature, ispirata da una conversazione del Maharishi Mahesh Yogi che aveva ascoltato a Rishikesh, in India. Il brano ruotava intorno a un viaggio immaginario tra montagne e paesaggi, ma rimase incompiuto fino a quando, anni dopo, il musicista gli diede una svolta definitiva. Quello che iniziò come uno schizzo di paesaggi sonori finì per diventare un ritratto onesto delle sue stesse contraddizioni emotive. La versione definitiva, Jealous Guy, fu registrata nel maggio 1971 agli Ascot Sound Studios e inclusa in Imagine, il suo secondo album da solista. Non fu un successo immediato, ma con il tempo divenne uno dei suoi brani più riconoscibili, anche dopo la sua morte.
Ciò che rende speciale questo pezzo non è solo il testo, ma il modo in cui suona. Nicky Hopkins imposta il ritmo con un pianoforte che sembra fluttuare sulla base acustica, mentre gli arrangiamenti di archi —registrati nel luglio dello stesso anno ai Record Plant, New York— gli conferiscono un’aria malinconica e cinematografica. La registrazione originale di Imagine contrasta con i demo di Esher, dove si avverte ancora l’eco dei paesaggi di Rishikesh. Nel 1985, il brano tornò nelle classifiche quando i Roxy Music lo pubblicarono come singolo, raggiungendo la prima posizione nel Regno Unito e in Australia. Sebbene Lennon non l’abbia mai pubblicato in vita, la sua versione rimane una testimonianza della sua capacità di trasformare il rimpianto in musica.
Dall'album
Imagine
John Lennon · 1971 · Track 3
Dati