La storia dietro
“I Remember Yesterday” non è solo un’altra canzone disco degli anni ’70: sembra quasi un viaggio nel tempo. La voce di Donna Summer oscilla tra un sussurro intimo e un grido che sembra provenire da un’altra epoca, mentre i sintetizzatori disegnano melodie che potrebbero appartenere agli anni ’60 o a un futuro lontano. Non è un caso che il brano abbia raggiunto il 14° posto nella UK Singles Chart e il 20° nella Dutch Top 40 nel 1977: quel contrasto tra retrò e avanguardia ha conquistato l’Europa in un momento in cui il sound disco stava ancora cercando la propria identità.
L’album *I Remember Yesterday* uscì sette mesi dopo *Four Seasons of Love*, e in esso Donna Summer, Giorgio Moroder e Pete Bellotte firmarono una di quelle rarità in cui la produzione non suona né affrettata né improvvisata. La canzone dura 4 minuti e 46 secondi, ma l’effetto che produce è molto più duraturo: è come se ogni nota trasportasse l’ascoltatore in un luogo dove passato e presente si fondono senza preavviso. Non era il tipico brano da discoteca dell’epoca; qui il ritmo batte più lentamente, quasi come se il corpo dovesse ricordare prima di muoversi. Eppure, ha funzionato.