Inizio · Artisti · Donna Summer

🇺🇸 Stati Uniti · 1967–2012

Donna Summer

La voce di Donna Summer non era solo uno strumento: era un ponte tra il blues della sua infanzia a Boston e il disco che avrebbe ridefinito la musica popolare. Dai cori della chiesa al suo passaggio nel rock psichedelico con la band Crow, il suo suono cercava sempre il sensual senza perdere la sua crudezza. Ma fu a Monaco, tra i palcoscenici del musical Hair e gli studi di Giorgio Moroder, che trovò la sua essenza: melodie che fluttuano su ritmi ossessivi, come se il corpo danzasse prima che la mente potesse pensarlo. Quel contrasto tra la calda timbrica del suo registro e il freddo dei sintetizzatori segnò una svolta negli anni '70, quando il disco non aveva ancora un nome ma già pulsava in ogni nota di Love to Love You Baby.

Il salto alla fama arrivò quando la Casablanca Records scommise su quel brano nel 1975. Quello che in Europa era un successo underground esplose negli Stati Uniti l'anno successivo: il singolo raggiunse la posizione numero 2 della Billboard Hot 100 e divenne il primo grande inno di un'artista che, senza volerlo, guadagnò il soprannome di "Prima Dama dell'Amore". I tre album successivi —Love to Love You Baby, A Love Trilogy e Four Seasons of Love— vendettero milioni di copie, ma fu I Remember Yesterday (1977) a cambiare le regole. Con I Feel Love, Summer dimostrò che il futuro del pop non stava nelle corde di un'orchestra, ma nel ronzio di un sintetizzatore: una linea di basso che si ripete come un battito eterno e una voce che sembra fluttuare sopra di esso. Il brano arrivò alla top 10 negli USA e al numero 1 nel Regno Unito, consolidando il suo posto nella storia.

1 Album
8 Canzoni
1,7M Ascoltatori/mese

Le più ascoltate su DoReSol

Canzoni essenziali

1 album · 1977

Discografia completa

Dati, premi, membri e altro

Altro su Donna Summer

Biografia

Il decennio si chiuse con tre album consecutivi al numero 1 della Billboard 200: Live and More (1978), Bad Girls (1979) e On the Radio: Greatest Hits Volumes I & II (1980). Quest'ultimo vendette oltre due milioni di copie e la rese la prima donna a piazzare tre singoli al numero 1 nello stesso anno. Ma il successo non la allontanò dalla reinvenzione. Quando il disco iniziò a perdere forza, Summer virò verso il rock e il new wave con The Wanderer (1980), un disco che mescolava fede cristiana con chitarre distorte. La scommessa non funzionò come previsto, e nel 1983 tornò in auge con She Works Hard for the Money, un brano che parlava della lotta quotidiana delle donne e che la riportò nelle classifiche. Più tardi, nel 1989, collaborò con Stock Aitken Waterman per il suo ultimo grande successo, This Time I Know It's for Real, prima di concludere la sua presenza nelle classifiche nel 1999 con una versione di I Will Go with You (Con te partirò).

Il suo lascito non si misura solo nelle vendite —oltre 100 milioni di copie— né nei premi, sebbene i suoi cinque Grammy e la sua introduzione nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2013 lo confermino. Si tratta di un'artista che capì prima di chiunque altro che la musica popolare poteva essere al contempo cerebrale e fisica, che un sintetizzatore poteva suonare umano come una chitarra e che una canzone come Bad Girls poteva essere un inno senza smettere di essere una critica sociale. Morì nel 2012, ma la sua voce rimane quel loop perfetto tra il terreno e l'eterno.

Dati

Nacimiento
31 dic 1948
País
🇺🇸 Stati Uniti
Género
disco

Premi e riconoscimenti

  • Grammy
  • Grammy alla carriera

Etichette discografiche

Oasis Records Oasis Casablanca Records Casablanca Geffen Records Geffen Atlantic Records Atlantic Mercury Records Mercury Warner Music Group WEA Epic Records Epic Durium Burgundy Records Burgundy United Artists Records United Artists Island Records Island