La storia dietro
I'm Not the Only One, secondo DoReSol
Il brano I'm Not the Only One dei Filter si distingue per il suo ritmo coinvolgente che mescola chitarre distorte con un basso che sembra trascinarti in avanti, quasi come se il basso volesse sfuggire al tempo. C'è un momento nei versi in cui la batteria rimane in un pattern ripetitivo ma irregolare, come se il batterista stesse contando in un 7/8 senza preavviso. Questo gli conferisce quell'aria di tensione contenuta che esplode nel ritornello, dove tutto diventa più incisivo senza perdere quella sensazione di caos calcolato.
Registrato per il secondo album della band, Title of Record, il brano è finito per essere uno dei più ascoltati del disco. Il processo non è stato semplice: i primi tentativi in studio sono stati ritardati da cambiamenti nella formazione e perché il cantante Richard Patrick decise di costruire il proprio spazio di registrazione per avere più libertà. Ma una volta che la band si è stabilizzata e ha aggiunto produttori come Rae DiLeo, Ben Grosse e Geno Lenardo, il suono ha iniziato a prendere forma. Il missaggio è stato affidato a Grosse, che gli ha dato quel bagliore sporco che fa sembrare le chitarre come se stessero urlando dal fondo di un tunnel. Il brano dura 5:50, tempo sufficiente perché la canzone respiri tra i suoi strati sonori senza fretta.
Dall'album
Title of Record
Filter · 1999 · Track 10
Dati
Crediti
Musica Richard Patrick