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Who’s Next

di The Who · Album Who’s Next

Going Mobile

Durata 3:44

Accordi in preparazione

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Dall'album

Who’s Next

Who’s Next

The Who · 1971 · Track 7

Dati

Duración3:42
ÁlbumWho’s Next
Año1971
ISRCGBAKW7100119

La storia dietro

Quando ti immergi in *Going Mobile*, ti imbatti in un'energia particolare che si allontana un po' dalla solita potenza dei The Who. La canzone è nata da un'idea di Pete Townshend per il suo progetto *Lifehouse*, un concetto che esplorava il bisogno umano di movimento e libertà di fronte a un mondo sempre più restrittivo. Il testo cattura quella sensazione di indipendenza, di essere un "zingaro con l'aria condizionata" che non si preoccupa delle regole o dell'inquinamento, ma solo della possibilità di andare dove vuole. È interessante notare che, delle due canzoni in *Who's Next* che non presentano la voce di Roger Daltrey, questa è una di esse. Al suo posto, Townshend prende il microfono principale, accompagnato da John Entwistle al basso e Keith Moon alla batteria, creando un potente suono da trio. Il assolo di chitarra di Townshend ha un carattere speciale, processato per suonare come se fosse "sott'acqua", come descritto, grazie a un effetto che gli conferisce una trama distintiva.

La registrazione di *Going Mobile* ebbe luogo nel maggio 1971 agli Olympic Studios di Londra, con Glyn Johns coinvolto sia nell'ingegneria che nel missaggio. Sebbene alcuni critici abbiano sottolineato che la canzone potrebbe mancare della grandiosità di altri brani dell'album *Who's Next*, altri l'hanno evidenziata come una delle composizioni più belle di Townshend. Ciò che risalta davvero è come la band riesca a trasmettere una grande energia anche senza l'amplificazione delle chitarre più pesanti che li caratterizzava solitamente. La base ritmica di Entwistle è descritta come molto fluida, e la batteria di Moon, come sempre, trabocca di esuberanza. Questo brano, che dura circa 3 minuti e 43 secondi, è un esempio di come i The Who esplorassero diverse sfaccettature del loro suono, mantenendo sempre quella scintilla che li rendeva unici.